Porto Venezia: senza offshore il Veneto perde asset strategico

25 agosto 2018

A ROMA, PRIMA IL PD, ORA ANCHE LA LEGA, STANNO CON TRIESTE. DANNEGGIANDO IL PORTO DI VENEZIA E QUINDI IL VENETO. LA LIGA VENETA HA NULLA DA DIRE?

Il Corriere del Veneto ha ripreso un articolo del quotidiano Il Piccolo del 22 agosto dal titolo "Roma scommette sul porto di Trieste per fare breccia nel colosso cinese. Governo in missione a Pechino per attrarre fondi ed investitori" (http://www.daily-press.it/AutoritaPortualediVenezia/PDF/2018/2018-08-23/2018082339850527.pdf). Un segnale chiaro e grave che lo scalo lagunare, erede della Serenissima, rischia di scendere alla scala di porto 'regionale', mentre potrebbe ambire ad essere porto 'continentale' per la sua posizione geografica, grazie alla quale sino ad oggi Venezia ha costituito agli occhi degli investitori cinesi la porta della Via della Seta al cuore dell'Europa.

Ma per questo obiettivo è necessario risolvere il problema della sua accessibilità nautica alle navi oceaniche, sacrificata sull'altare della salvaguardia affidata al sistema Mose. Il prof. Luigi D’Alpaos è stato chiaro: fra vent’anni il porto non sarà più agibile, per l’innalzamento del livello del mare e le chiusure del Mose quasi per metà dell'anno (http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/11/30/news/le-mega-navi-solo-fuori-dalla-laguna-1.16178708 )

L’unica soluzione è quella già proposta dall’ex Presidente del Porto di Venezia Paolo Costa: realizzare in mare aperto la piattaforma offshore che può intercettare all’esterno della laguna il grande traffico commerciale (e non solo). Opera per la quale ci sono già il progetto preliminare e la disponibilità al finanziamento da parte cinese, ma che l'attuale Presidente del porto Musolino ha del tutto accantonato, nel silenzio bipartisan della politica regionale. 

Così Venezia sta perdendo la straordinaria opportunità di essere in grado di competere alla pari con i porti del Nord Europa. Su questo avevo già lanciato l'allarme un anno fa, dopo la risposta del tutto insoddisfacente data dal Governo precedente ad una interpellanza urgente con cui chiedevo di fare chiarezza sulla realizzazione dell'hub portuale di Venezia (http://www.deputatipd.it/attivita/interpellanza-urgente/iniziative-favorire-la-realizzazione-dellhub-portuale-di-venezia#).

Un mese fa ho rinnovato al Presidente Zaia l'appello a difendere a Roma quell'asset strategico che è la portualità veneta, senza il quale anche l'autonomia che sta chiedendo risulterà mutilata (https://ilnuovoterraglio.it/allautonomia-serve-il-rilancio-del-porto-di-venezia-zaia-prenda-esempio-da-toti/). Mentre il Governatoro Giovanni Toti appena un mese e mezzo fa ha annunciato che l'avvio del percorso dell'autonomia per la Liguria è una scelta strategica proprio sul fronte della portualità: perché Genova diventi ‘il principale crocevia delle merci in movimento nel Mediterraneo e verso i mercati del centro e nord Europa' e per sfruttarne al massimo il valore anche in termini di autonomia finanziaria (entrate da Iva e accise).

Così, dopo Sappada, il Veneto rischia di perdere nel Nordest, a favore di Trieste, anche la centralità del porto che fu per secoli alla base della prosperità e della potenza della Repubblica di Venezia. Pregiudicandosi spazi concreti di autonomia finanziaria.

A che è servito il voto dei Veneti sull’autonomia se poi a Roma la Lega decide come vuole del destino del porto di Venezia, penalizzando l'interesse strategico della nostra comunità? A che serve un Nuovo Piano Trasporti regionale se verrà meno l’interfaccia mare-terra rappresentata dal porto? La politica veneta è in grado di difendere l'interesse del Veneto o assisterà inerme al declino del porto di Venezia sotto il mandato del Presidente Musolino?

Per un approfondimento sull'importanza strategica dei porti per l'economia europea e italiana, anche in relazione alla strategia cinese della Via della Seta, leggi questo articolo di Econopoly: http://www.econopoly.ilsole24ore.com/2018/08/07/cina-pireo-olanda-rotte-commerciali/ 

A questo link puoi leggere invece l'approfondimento sulla mia interpellanza sulla vicenda del porto offshore: http://www.simonettarubinato.it/index.php?area=6&menu=116&page=323&lingua=4&np=2&idnotizia=4914

 


pubblicata il 25 agosto 2018

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