Via del Mare, bene riesame del project, ma serve comparazione con studio fattibilità enti locali

18 novembre 2015

“Sono d'accordo con l'assessore regionale Elisa De Berti che per la Nogara Mare va verificato sia l'interesse pubblico che la sostenibilità del project perché, prima di distruggere inutilmente altro terreno agricolo, sarebbe il caso di verificare l'attendibilità dei dati di traffico. Diverso è il caso della Via del Mare dove invece va rivalutato lo studio di fattibilità, approvato in conferenza di servizi nel febbraio 2011, che dimostra come sia possibile mettere in sicurezza la strada regionale già esistente per step successivi ad un costo inferiore del progetto privato e senza trasformarla in una superstrada a pedaggio”. Lo sostiene Simonetta Rubinato, parlamentare del Pd, che all’epoca era sindaco di Roncade, comune capofila di un Protocollo per la messa in sicurezza della SR 89 cofinanziato da Veneto Strade, province di Treviso e Venezia e anche dai comuni di Silea, San Biagio di Callalta e Meolo, studio affidato allo studio Tepco Srl.

“L’assessore De Berti annuncia che saranno valutati l’interesse pubblico e le condizioni di sostenibilità economico finanziaria del project financing presentato da un gruppo di imprese guidato da Adria Infrastrutture, società finita nel 2013 nel mirino della Procura di Venezia. Nessuno – osserva Rubinato – può dubitare dell’interesse pubblico di adeguare questa infrastruttura già progettata oltre 25 anni fa per essere una strada a 4 corsie. Quello che invece è necessario fare è comparare i costi del progetto privato con quelli previsti dallo studio di fattibilità, ma mai seriamente preso in esame dalla Regione. Ricordando che l’arteria regionale non è una nuova opera, ma è già stata realizzata con risorse pubbliche ed è fortemente interconnessa con il territorio, per cui la trasformazione in strada a pedaggio la sottrarrebbe per 40 anni alla libera fruizione dell’utenza e fuori controllo pubblico. Insomma si rifletta prima di procedere con quello che ho da sempre definito un ‘esproprio per privata utilità’”.

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pubblicata il 18 novembre 2015

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