Il Veneto a statuto speciale - La tribuna di Treviso

05 novembre 2015

Pagina 16, Lettere e Opinioni

Visto il dibattito di questi giorni in ordine alla proposta di riduzione del numero delle regioni italiane, è doveroso chiarire ai cittadini che senza una modifica dell’articolo 116, 1 comma, della Costituzione, che preveda l’aggiunta del Veneto tra le Regioni dotate di specialità, secondo forme e condizioni da approvarsi con legge costituzionale, nessuna ipotesi di fusione del Veneto con le Regioni confinanti è allo stato praticabile. Chi dice il contrario tace o ignora che la Regione Veneto è l’unica, fra quelle a statuto ordinario, che confina con due Regioni a statuto speciale, le sole con le quali potrebbe concretamente aspirare a realizzare una forma parziale o totale di fusione. È evidente a tutti come sia improbabile che Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige (o anche solo la prima, che pure ha uno Statuto speciale più blando) accettino di fondersi con il Veneto, perdendo così la propria condizione di autonomia speciale. Anzi, facile prevedere che si opporrebbero, in forza dei propri Statuti speciali, di rango costituzionale, anche ad un eventuale referendum promosso dal Veneto per la fusione ai sensi dell'articolo 132 della Costituzione. Altrettanto difficile è anche che il Parlamento provveda d’imperio, attraverso una modifica dell’articolo 131 della Costituzione, ad una riduzione del numero delle Regioni, attuando una parificazione delle stesse sul piano delle condizioni di autonomia e quindi togliendo la specialità a quelle che già ne usufruiscono: un emendamento di questo contenuto a firma del collega Morassut alla Camera è stato infatti ritirato perché aveva il parere contrario di Governo e relatori. Ed anche ove accadesse (di certo non prima della prossima legislatura, visto che nella riforma che si sta per approvare le specialità sono mantenute) è facile prevedere che sia il Friuli Venezia Giulia che il Trentino Alto Adige si opporrebbero davanti alla Corte Costituzionale (e il secondo forse anche davanti all'ONU, visto che la sua autonomia è garantita da un trattato internazionale tra Italia ed Austria). Ecco perché a chi è intervenuto nel dibattito in questi giorni dico che l'unico obiettivo politico sostenibile è quello di una fusione del Veneto con il Friuli Venezia Giulia, il cui territorio peraltro faceva parte, assieme al Veneto, e ciò sino al 1947, dell’unica “Venezia Euganea”. Per perseguirlo però la strada non è certo quella di togliere la specialità al Friuli Venezia Giulia, ma di attribuirla anche alla nostra Regione. Proprio il contenuto dell'emendamento che avevo presentato nel febbraio scorso alla Camera nel corso della discussione della riforma costituzionale, che ha avuto però il parere contrario di Governo e relatori e che è stata considerato irragionevole dagli stessi colleghi veneti del Pd. Ma come ho detto allora la realtà è testarda e il tema si porrà di nuovo alla politica nei prossimi anni.

Simonetta Rubinato, parlamentare Pd

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pubblicata il 05 novembre 2015

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