Emergenza profughi, lo scaricabarile politico danneggia i cittadini - Il Gazzettino

28 agosto 2015

Pagina 19, Lettere & Opinioni

Simonetta Rubinato

Nei giorni scorsi ho chiesto e avuto garanzie dal prefetto di Treviso Laura Lega che si sta lavorando per garantire la massima trasparenza nella gestione di risorse e strutture pubbliche utilizzate per dare accoglienza ai profughi sul nostro territorio. E ho avuto assicurazioni che si stanno svolgendo tutte le verifiche ed azioni necessarie per il rispetto della legalità, sicurezza dei cittadini, dignità dei migranti e corretto utilizzo delle risorse. L'emergenza non giustifica infatti zone d’ombra, anche in considerazione di tristi vicende già viste nel nostro Paese. Credo che il nuovo prefetto, arrivata il 3 agosto scorso, meriti un'apertura di credito. Nè sottovaluterei il fatto che oggi Treviso può contare su una persona che conosce benissimo la macchina del Ministero degli Interni e ha un filo diretto con i suoi massimi vertici, fino al ministro Alfano. Non è un caso che abbia ottenuto dal primo di settembre un rinforzo di dieci unità delle forze dell'ordine. Si tratta di un'occasione che le autorità locali dovrebbero sfruttare per il rafforzamento del presidio della sicurezza sul territorio.  Certo sul fronte profughi, il contesto non è dei più semplici, vista la situazione dei continui sbarchi e conseguenti arrivi. Complicata in Veneto dal fatto che chi ha ruoli di governo regionale e locale non collabora alla gestione del problema, come se bastasse dire "non li vogliamo" per tutelare le nostre comunità. Così, non facendo la propria parte per gestire il problema, costoro ne aggravano l’impatto a danno dei nostri stessi concittadini. Eppure questa emergenza potrebbe essere un’occasione da sfruttare politicamente se il presidente della Regione offrisse la sua collaborazione chiedendo in cambio al Governo, insieme a tempi certi per la conclusione delle procedure di riconoscimento dell’asilo o per il rimpatrio, anche l'apertura di un negoziato su altri temi che interessano i Veneti. Siamo tutti d'accordo (compreso il Prefetto) che il numero dei profughi ospitati nella caserma Serena (o in altre strutture) deve essere ricondotto ad una misura sostenibile. Ma la sostenibilità si ottiene se l’accoglienza diffusa viene condivisa. Oggi non è così, visto che presidente della Regione e sindaci del fronte del no attuano la linea dello scaricabarile sui pochi colleghi caricati dell’onere dell’accoglienza. Proprio per questo a mio parere il Governo dovrebbe dare ai prefetti i poteri di gestione per l'emergenza, come già fece l'ex ministro Maroni. E riconoscere misure compensative a favore dei Comuni che più si stanno facendo carico dell'ospitalità (deroghe al patto di stabilità, riparto più favorevole del Fondo di solidarietà tra comuni). Proprio dal vertice UE, dopo l'ennesimo dramma umano consumatosi in un Tir, è arrivato da Merkel un messaggio da leader politico: ‘L’Europa è in grado di affrontare questo problema e troveremo insieme il modo di distribuire il carico e le sfide in modo equo’. Restiamo in attesa che anche la politica veneta batta un colpo.

*parlamentare del Pd

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pubblicata il 28 agosto 2015

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