Sms e veleni: la Marrosu era segnata - Il Gazzettino

22 luglio 2015

Pagina II, Primopiano

Paolo Calia

Il nome del nuovo prefetto trevigiano uscirà venerdì dal consiglio dei ministri. Angelino Alfano, ministro dell'Interno, non vuole lasciare vacante troppo a lungo una poltrona diventata improvvisamente scomodissima. Nella comunicazione inviata per mettere all'ordine del giorno il caso Treviso parla di "sostituzione" del prefetto e non di semplice "rimozione". Quindi entro il fine settimana dovrebbe arrivare il nome di chi si occuperà dell'emergenza profughi. In queste ore a Roma si stanno prendendo in considerazione vari profili. Il prossimo prefetto dovrà avere esperienza in fatto di richiedenti asilo -«Stiamo assistendo a un fenomeno d'immigrazione epico e occorrono persone esperte», sottolineano dal Viminale- e sopratutto dovrà possedere grandi doti comunicative e diplomatiche. Alfano infatti gli chiederà di tessere rapporti stabili con sindaci e istituzioni in modo da evitare i contrasti che hanno condannato la Marrosu. Senza contare i rapporti fondamentali con le associazioni, altro fronte dove i rapporti erano ormai compromessi. Si dice che importanti colonne del volontariato avessero già fatto sapere di essere pronte a mollare ogni forma di collaborazione con la Prefettura se qualcosa non fosse cambiato. Infine Alfano chiederà al prescelto soprattutto di prendere decisioni che non alimentino tensioni tra i cittadini. Un compito non facile. Il ministro dell'Interno ha preso particolarmente a cuore la situazione trevigiana. È stato lui, lunedì, a dire al presidente del consiglio Matteo Renzi che era arrivato il momento di silurare la Marrosu e a fare poi l’annuncio pubblico. Renzi, già messo al corrente della situazioni dai parlamentari trevigiani e dal sindaco Giovanni Manildo, ha dato il via libera. Fondamentale è stato anche un sms inviato al premier dalla deputata Simonetta Rubinato (Pd). Un testo piuttosto lungo scritto all'indomani dei fatti di Quinto, che dipingeva la situazione trevigiana e si concludeva con la richiesta di valutare attentamente la possibilità di rimuovere la Marrosu. Rimane ora aperta anche la questione aperta di come utilizzare la caserma Serena. Nessuno vuole che diventi un hub regionale, lo ha detto anche Mario Morcone, capo del dipartimento Immigrazione del Viminale. Ma questo non vuol dire che la soluzione sia già stata del tutto eliminata. Una seconda ipotesi è che la Serena, in un primo momento si era pensato anche alla Cadorin, diventi una sorta di hub provinciale, dove convogliare i richiedenti asilo in arrivo a Treviso. E questo accadrà se non passerà la linea dell'accoglienza diffusa, strada indicata da Manildo e dai sindaci del centrosinistra, che però ha assoluto bisogno della collaborazione di tutti i comuni. L'altra soluzione a disposizione è l'istituto dello stato d'emergenza, ultima carta che il ministero vorrebbe giocare per uscire dallo stallo. Intanto, mentre tante pedine sono in movimento, si attendono le decisioni di Roma. Nella Marca c'è chi spera che il consiglio dei ministri, alla fine, prenda in considerazione una figura interna, già presente a Treviso. Il viceprefetto Piero Signoriello è ben visto da tanti primi cittadini e dalle associazioni che, in questi mesi, hanno lavorato al suo fianco.(((caliap)))

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pubblicata il 22 luglio 2015

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