Ma in Veneto è allarme numeri «Le materne sono penalizzate» - L'Arena

10 agosto 2015

Pagina 9, Cronaca

Allarme scuola lanciato dal Pd, partito di Governo. Il Veneto ottenga un numero maggiore di docenti all'interno del piano di riparto delll'organico aggiuntivo, per il prossimo anno scolastico, in particolare per la scuola dell'infanzia. L'appello parte dalle deputate del Pd alla Camera Alessia Rotta, veronese, e Simonetta Rubinato, trevigiana, che hanno scritto una lettera al ministro della Pubblica istruzione, Stefania Giannini, chiedendo misure urgenti «per sostenere il sistema integrato della scuola per l'infanzia del Veneto». E lo hanno fatto portando dati, già pubblicati su riviste come Orizzonte Scuola, in cui il piano di riparto per l'anno scolastico 2015-16 prevederebbe 4.255 docenti aggiuntivi, «di cui solo 150 assegnati al Veneto», scrivono le deputate, «pari ad appena il 3,53% del contingente complessivo nazionale».Anche l'assessore regionale del Veneto, Elena Donazzan (Forza Italia) nei giorni scorsi ha protestato dichiarando che il Veneto è stato penalizzato dal Governo nell'assegnazione degli organici. «Resta comunque il fatto che l'assegnazione alla Regione Veneto di appena 150 docenti in più, su un organico di 47.882 posti, rispetto ai 200 posti richiesti dall'Ufficio scolastico regionale quale "dotazione minima" per esigenze insopprimibili di funzionamento del servizio, ove fosse confermata», scrivono le due esponenti del Pd, «comprometterebbe risultati buoni e di livello europeo delle competenze e penalizzerebbe la popolazione scolastica regionale, con il rischio di non garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico e di creare forte allarme e proteste di genitori e amministratori locali». In particolare, evidenziano, «risulta già penalizzata in modo grave la scuola dell'infanzia, il cui fabbisogno complessivo non soddisfatto è pari a circa 50 posti: il rischio è di non poter accogliere nessuna delle numerose richieste di aumento di sezioni della Scuola dell'infanzia che continuano a pervenire in presenza di lunghe liste di attesa di bambini che hanno compiuto i 3 anni. Ciò in conseguenza soprattutto del grave fenomeno della chiusura di scuole per l'infanzia paritarie a causa della riduzione dei finanziamenti e dei gravi ritardi nella loro erogazione». Rotta e Rubinato ricordano che nel Veneto il servizio di scuola dell'infanzia è gestito per il 65% da scuole paritarie che accolgono 86.601 bambini in strutture a gestione per la maggior parte parrocchiale, «ragion per cui le spese del servizio a carico del bilancio dello Stato sono notevolmente ridotte rispetto a quelle delle altre regioni. Nel solo Veneto si calcola un minor costo per lo Stato di circa 500 milioni l'anno. Facendo un consuntivo sul medio-lungo periodo, il numero delle materne paritarie in Veneto è passato dalle 1.202 del 2002-03 alle 1.141 dell'ultimo anno (- 5,07%); il numero di bambini frequentante le scuole paritarie dell'infanzia è diminuito in misura equivalente, senza però trovare un corrispondente aumento del numero dei frequentanti le scuole statali».

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pubblicata il 10 agosto 2015

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