Profughi, il Governo dichiari lo stato di emergenza

07 luglio 2015

Emergenza profughi a Treviso: Simonetta Rubinato, parlamentare del Pd, presenterà una nuova interrogazione al Ministro dell’interno. “La loro recente collocazione da parte della Prefettura in siti del tutto inadeguati quali la Caserma Salsa e la Stazione di Treviso – osserva la deputata, che domenica ha fatto visita al dormitorio di S. Angelo e all’ex dogana, accompagnata dal vice sindaco Roberto Grigoletto, e ha incontrato anche don Davide Schiavon, direttore della Caritas Tarvisina – conferma che la situazione non è governata in modo adeguato. In questo modo, oltre a ledere la dignità di persone che sono migranti forzati, si alimenta tra i cittadini una diffusa preoccupazione e senso di insicurezza. Serve una immediata correzione di rotta da parte di chi ha responsabilità ad ogni livello di governo”. 

“Siamo di fronte all’esodo di un continente – ragiona l’on. Rubinato – che richiede iniziative sovrannazionali, a cominciare finalmente dall'invio di un contingente militare Onu in Libia. Mentre il Governo continua a lavorare nelle sedi internazionali, bisogna però far fronte a quanto succede in Italia con misure adeguate straordinarie, a partire dalla dichiarazione da parte del Governo dello stato d’emergenza. Bisogna attrezzarsi per fare un primo screening dei migranti già al momento dello sbarco sulle coste italiane in strutture adeguate. Nella successiva distribuzione nei territori regionali sarebbe meglio individuare e predisporre degli hub provinciali per la prima accoglienza, ad es. in caserme ancora parzialmente utilizzate o in strutture ospedaliere appena dismesse, che concentrare i profughi un unico centro regionale, puntando ad un modello di accoglienza diffusa gestita in collaborazione con le associazioni del terzo settore. Il Governo inoltre deve aumentare subito in modo significativo le Commissioni territoriali: le risposte ai richiedenti asilo devono arrivare entro sei mesi, non come accade oggi che migranti che sono ospitati qui da quasi da un anno non sono stati ancora chiamati al primo colloquio!" 

Non dimentica la parlamentare del Pd di richiamare all'ordine anche il Governo del Veneto: "La Regione non può limitarsi al pur importante presidio sanitario, lasciando soli associazioni del terzo settore e pochi Comuni che con grande generosità tamponano le ripetute emergenze per evitare tensioni sociali. Questi migranti sono già qui: Zaia non si defili, ma utilizzi il ruolo istituzionale che i veneti gli hanno affidato per aprire un dialogo diretto con il Governo anche su altre questioni che interessano il nostro territorio, come ad es. il superamento del Patto di Stabilità per i nostri Comuni”.

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pubblicata il 07 luglio 2015

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