Trivelle, andrò a votare e voterò no. Ecco il perchè

15 aprile 2016

“Il merito di questo referendum verte su una questione prettamente tecnico-normativa ed è nelle sue conseguenze pratiche, che vincano i “sì” o i “no”, pressoché inutile, stante il generale ed effettivo divieto di nuove trivellazioni in mare entro le 12 miglia già vigente dal 1° gennaio 2016 in forza della legge di Stabilità 2016. Per questo non si doveva fare: presidenti di regione e governo dovevano collaborare per trovare una intesa, senza scaricare sui cittadini la responsabilità di una scelta tecnica in una materia complessa, gravando per di più la comunità di un costo di oltre 300 milioni di euro. Forse, dunque, non hanno tutti i torti coloro che protestano e dichiarano che si asterranno dal voto. Essendo tuttavia io un deputato della Repubblica, che ha tra l’altro votato le norme della Legge di Stabilità 2016, ritengo opportuno per responsabilità istituzionale e coerenza con i valori della partecipazione civica di andare a votare”. A parlare è Simonetta Rubinato, parlamentare del Pd che poi precisa quale sarà la sua posizione: “ Voterò ‘no’ attenendomi al quesito, non prestandomi alla strumentalizzazione politica di questa consultazione fatta da esponenti istituzionali e politici, tanto più votando in Veneto, regione in cui tutte le concessioni esistenti non sono produttive in quanto sospese”. 

“Il mio invito ai cittadini è di fare una scelta consapevole e per questo informarsi nel merito del quesito referendario, valutando le ragioni a sostegno del sì”, del “no” e dell’astensione” conclude l’on. Rubinato.

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pubblicata il 15 aprile 2016

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