«Sì referendum, ma Zaia ora tratti con Renzi» - Il Giornale di Vicenza

05 febbraio 2016

Pagina 6, Regione

«Il referendum sull'autonomia va benissimo. Ma ora bisogna sedersi al tavolo col Governo e trattare». Il messaggio è rivolto al governatore Luca Zaia. A sostenerlo sono due forze politiche distanti: Forza Italia che in Regione, dove è in maggioranza a sostegno di Zaia, ha presentato una mozione; e il Pd con l'onorevole Simonetta Rubinato che è l'autore di quell'articolo di legge che dal 2014 detta tempi certi al Governo nel dare risposte alle Regioni che vogliano spazi di concretezza finanziaria e gestionale in settori specifici. Si chiama "autonomia differenziata". «In pratica - sintetizza Rubinato -: la Regione deposita la richiesta di concertazione e il Governo, entro 60 giorni, deve attivare il tavolo. Lì, per esempio, si potrebbe proporre la gestione veneta della scuola. Ma su questo l'assessore regionale Elena Donazzan, già a ottobre, si era dichiarata favorevole». In effetti, per la bassanese si sfonda una porta aperta (vedi articolo a lato). Lei a inizio settimana, nel comunicato di annuncio della mozione forzista, ribadiva: «Chiediamo a Zaia di farsi promotore con il Governo di una formale richiesta di autonomia. Se questo non bastasse siamo disponibili a richiedere un referendum, così da far esprimere tutti i veneti sulla volontà di autonomia e per dare forza a questa scelta così importante per il futuro del territorio». LE DUE STRADE. Sarà stato per una semplice coincidenza, ma il giorno dopo l'annuncio di FI, da palazzo Balbi trapela la notizia che a giorni Zaia deciderà sul referendum. Cioè a breve si terrà una seduta della Giunta in cui, all'ordine del giorno, ci sarà la definizione del quesito referendario. Il capogruppo degli azzurri a palazzo Ferro Fini, Fabrizio Barison, precisa: «La nostra mozione nasce dopo aver promosso lo scorso dicembre nel Defr un emendamento in cui si chiede alla Giunta di dare priorità all'autonomia del Veneto. Come? Con il referendum in cui noi crediamo. Ma va percorsa anche la strada della trattativa. Del resto noi, anima più moderata della maggioranza, non possiamo che spingere in questa direzione». Il vice presidente del Consiglio regionale, l'azzurro Massimo Giorgetti, conferma la linea: «Come FI siamo più che soddisfatti dell'iniziativa di Zaia sul referendum perché riprende quello che sosteniamo da sempre: l'autonomia. Era ed è assurdo parlare di indipendenza. Ma è anche necessario aprire il confronto con il Governo, dando nel contempo la possibilità di una consultazione, perché abbiamo bisogno dell'appoggio dei veneti per far sentire e valere la nostra voce». Un "padre" della legge sul referendum per l'autonomia, il vicentino ex consigliere regionale del Ncd, Costantino Toniolo, però bacchetta a distanza: «Zaia avrebbe dovuto mettere in atto un dialogo con Roma entro alcuni mesi dall'approvazione di quella mia legge, così com'era stabilito nei primi articoli». I VANTAGGI. Da Roma la deputata trevigiana Simonetta Rubinato non si scompone: «Mi allieta la notizia della mozione di FI che, in sostanza, permette di sfruttare la norma che ho fatto approvare in Parlamento. Ma, francamente, arriva tardi. È in vigore dal 2014. Secondo uno studio recente l'applicazione concreta del mio articolo porterebbe in Veneto uno spostamento di risorse di oltre 4 punti del Pil regionale. A livello locale, poi, avrebbe un effetto volano sul Pil pro capite del + 9,2%. Quindi, bene la mozione FI, ma ora serve concretezza: un progetto di legge in Regione per poi andare a trattare. Zaia dice di puntare al referendum? Benissimo. C'è chi sostiene che siano soldi mal spesi perché tutti in Veneto sono per l'autonomia. In realtà, credo che avrebbe un significato importante per "certificare" l'azione della politica veneta: è un segnale per chi sta a Roma. È opportuno procedere con entrambe le "leve", referendum e concertazione, perché quando si deve conquistare qualcosa si deve combattere con tutte le armi a disposizione».

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pubblicata il 05 febbraio 2016

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