Disegno di legge delega sulla povertà approvato alla Camera: arriva il reddito di inclusione

03 agosto 2016

Arriva il 'reddito di inclusione'. Non è il 'reddito di cittadinanza' del M5s, né il 'reddito minimo' richiesto da Si-Sel. Il 14 luglio scorso la Camera ha approvato infatti il disegno di legge delega al Governo sulla Povertà, collegato all'ultima legge di Stabilità, per inserire nel nostro Paese una misura nazionale di contrasto alla povertà. La misura è finanziata con 600 milioni nel 2016 e 1 miliardo l'anno dal 2017. Un'approvazione arrivata proprio nel giorno in cui l'Istat comunicava che nel 2015 le famiglie in condizione di povertà assoluta sono pari a 1 milione e 582mila e le persone a 4 milioni e 598mila, numero record dal 2005. 

Queste le misure principali del testo e, soprattutto, le novità durante l'iter a Montecitorio (il testo è passato ora all'esame del Senato):

- Il 'reddito di Inclusione', condizionato all'indicatore della situazione economica equivalente (Isee), sarà una misura unica che una volta a regime andrà a sostituirsi agli altri strumenti già esistenti come la social card anziani e l'assegno di disoccupazione (Asdi). Per accedere alla misura sarà necessario aderire a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all'affrancamento dalla condizione di povertà, predisposto da una équipe multidisciplinare.

- Il testo originario del provvedimento prevedeva che la misura fosse destinata prioritariamente ai nuclei familiari con figli minorenni e successivamente ai soggetti con maggiore difficoltà di inserimento e di ricollocazione nel mercato del lavoro. La scala di priorità (necessaria perché le risorse stanziate non sono sufficienti a coprire tutte le persone in stato di povertà), meglio definita e maggiormente articolata nei successivi passaggi in Commissione, assegna la precedenza ai nuclei familiari con figli minori o con disabilità grave, con donne in stato di gravidanza accertata o con persone di età superiore a 55 anni in stato di disoccupazione.

- La delega non precisa a quanto dovrà ammontare il sostegno e non fornisce indicazioni circa la soglia di povertà. Durante l'iter alla Camera, comunque, si è stabilito che "nella definizione del beneficio si tiene conto della condizione economica del nucleo familiare e della sua relazione con una soglia di riferimento per l'individuazione della condizione di povertà". In sostanza, con questa specifica il governo dovrà individuare il quantitativo economico della misura che sarà erogata e che spetterà al destinatario tenendo conto della sua situazione economica. Per esempio, se l'esecutivo deciderà di fissare la misura in 400 euro e un possibile destinatario ha un reddito, sempre calcolato in base all'Isee, di 350 euro il sussidio ammonterà a 50 euro.

- È stata stralciata dalla delega la finalità di razionalizzare le prestazioni anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi. Lo stralcio è stato voluto anche dal Governo, che ha presentato un emendamento ad hoc, dopo che la presentazione del disegno di legge al Parlamento aveva sollevato numerose polemiche poiché la razionalizzazione di prestazioni previdenziali poteva aprire la porta a un intervento sulle pensioni di reversibilità. Rimane, quindi, nel testo il solo riordino e razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale. Dall'intervento, saranno comunque escluse, le prestazioni rivolte alla fascia di popolazione anziana non più in età di attivazione lavorativa, per le prestazioni a sostegno della genitorialità e per quelle legate alla condizione di disabilità e di invalidità del beneficiario.  

Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha dichiarato: “Si partirà con 1miliardo di euro stanziato nell’ultima legge di Stabilità. Confidiamo che la delega possa essere approvata definitivamente in tempi rapidi, in modo da rendere operativi gli strumenti in essa previsti”. In ogni caso, in attesa dell’approvazione definitiva della legge delega da parte del Senato, il Ministro ha annunciato l’arrivo a settembre del decreto ministeriale sul c.d. Sostegno per l’inclusione attiva (Sia), che estende su tutto il territorio la misura destinata alle famiglie in difficoltà sin qui sperimentata solo in 12 città, che dovrebbe assicurare circa 320 euro a nucleo, raggiungendone circa 200mila, per un totale di beneficiari tra le 800mila e il milione di persone, metà dei quali minorenni. Le richieste per ottenere l'aiuto potranno essere presentate a partire da inizio settembre.

Sull’argomento a questo link puoi leggere l’articolo di Avvenire del 20 luglio scorso che riporta il plauso al provvedimento da parte di associazioni e sindacati, a partire da Acli e Caritas, che da tempo avevano elaborato la proposta organica del Reis (Reddito di inserimento sociale): http://suite.volopress.it/ContentPub.aspx?docref=Viorl2LZK7Sjda0qbC2B2g%3d%3d&q=poletti&smode=ExactPhrase&sop=OR&user=bm7vIN06flc6DP6RSSSC6Q%3d%3d

Per un maggiore approfondimento invece puoi consultare il dossier predisposto dal gruppo dei deputati Pd alla Camera: 165_Delega lotta povertà_0.pdf, e la dichiarazione di voto finale per il Pd dell’on. Donata Lenzi: http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0654&tipo=stenografico#sed0654.stenografico.tit00050.sub00030.int00370. 


pubblicata il 03 agosto 2016

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