L'Assemblea del PD veneto cede al congresso

10 aprile 2016

La cruda analisi di Umberto Curi sul Corriere del Veneto del 5 aprile scorso (clicca qui per leggere l'articolo) deve aver destato un sussulto di dignità politica in parte dell'attuale gruppo dirigente regionale, uscito – ricordo - da un congresso frutto di un’intesa preventiva tra tutte le correnti. Dal giorno dopo la batosta elettorale alle regionali, di cui sui territori si stanno ancora pagando le ricadute, conseguenza dell’incapacità di comprendere la realtà in cui si vive, ho chiesto invano un congresso vero ed aperto agli iscritti ed elettori, pena la credibilità e il rischio di irrilevanza del partito regionale, venendo tacciata di partigianeria o di spirito di rivalsa da chi è utile più alla conservazione dello status quo che al bene del partito.

L’assemblea regionale di sabato 9 aprile scorso, in una seduta un po’ confusa, ha deciso infatti che il congresso si terrà il 3 luglio prossimo. A questo link trovi il relativo resoconto fatto dal Gazzettino, che ha sottolineato come la sfida del referendum costituzionale di ottobre, che si incrocia con la trattativa per l’autonomia avviata dal governatore Zaia col governo, siano in Veneto "partite cruciali per il Pd. Come conferma la scelta di nominare una commissione per elaborare una proposta di linea comune. Idea scivolosa." Riassumendo così le posizioni in campo: "«Ma non possiamo permetterci di dire bianco a Venezia e nero a Roma» osserva De Menech. Aggiunge Baretta: «È un dovere la riduzione del tasso di differenze». Ma Simonetta Rubinato, "accusata" di simpatie autonomiste, replica: «I temi si discutono al congresso non prima, è dal dibattito che deve venir fuori la linea del Pd veneto». Non da una commissione".  Ricordo, infatti, che è lo Statuto del Pd a sancire che tutti gli elettori e le elettrici del Pd hanno diritto di partecipare alla scelta dell'indirizzo politico del partito mediante l'elezione diretta del segretario e dell'assemblea a livello nazionale e regionale (v. art. 2, comma 4º). Non una commissione di maggiorenti.

Il mio auspicio è che il congresso sia affrontato in modo costruttivo e responsabile, e non ridotto ad una conta tra correnti, consentendo invece un confronto democratico vero e aperto sui temi cruciali, come quello dell’autonomia del Veneto rivendicandolo come nostro. Le primarie aperte sono uno strumento prezioso, se ben usate, per fare un congresso che ci rimetta in condizione di tornare protagonisti, in grado cioè sia di offrire ai veneti una proposta di governo alternativa a quella leghista, sia di sostenere in modo più efficace le scelte del Governo nazionale.

Infine, vi segnalo la mia intervista sul tema rilasciata a Rete Veneta lo scorso 2 aprile, dopo la direzione regionale in cui, su proposta dei consiglieri regionali, si profilava l'ipotesi di una commissione ristretta per la scelta di un nuovo segretario in assemblea, poi non realizzatasi: https://youtu.be/2h4rBkRmBmA


pubblicata il 10 aprile 2016

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