La Camera approva testo per tutela consumatori su made in Italy doc

01 aprile 2016

Approvato il 30 marzo scorso alla Camera, con la sola astensione di M5S e senza voti contrari, il disegno di legge sui sistemi anticontraffazione per l'identificazione dei prodotti di origine italiana o interamente prodotti in Italia. Arriva così il Made in Italy doc (http://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/istituzioni/2016/03/30/arriva-made-in-italy-doc-passaporto-per-eccellenze-_0e87139e-4650-4ae4-bba8-4dab832397fc.html): i prodotti, alimentari e non solo, potranno essere tutti identificabili, a garanzia dei consumatori, ma non solo. Migliorare l'accesso alle informazioni che consentono la tracciabilità dei prodotti consentirà infatti di tutelare, oltre agli interessi e alla salute dei consumatori, anche le imprese, il lavoro e le eccellenze italiani.

Il testo approvato, che ora è passato al Senato (http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00969330.pdf), prevede l'introduzione di un sistema volontario da parte dei produttori di autenticazione e di tracciabilità dei prodotti, mediante l'uso di codici identificativi non replicabili, per consentire al consumatore di conoscere l'effettiva origine dei beni che acquista attraverso adeguate informazioni sulla qualità e sulla provenienza dei componenti, delle materie prime, sul processo di lavorazione delle merci e dei prodotti intermedi e finiti. In particolare il codice conterrà riferimenti, riscontrabili per via telematica, ai dati del produttore, dell'ente certificatore della filiera del prodotto, del distributore che fornisce il sistema dei codici identificativi, nonché l'elencazione di ogni fase di lavorazione. Il codice consiste in un segno unico e non riproducibile, ottimizzato per il sistema mobile e per le applicazioni di smartphone e tablet e i loro futuri sviluppi tecnologici.

Per rispettare il diritto comunitario, l'impianto del provvedimento è mirato alla tutela del consumatore, ai sensi dell'articolo 169 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che promuove appunto il diritto dei consumatori all'informazione, per tutelarne gli interessi e per contribuire a proteggerne la salute, la sicurezza e l'interesse economico. Inoltre, per prevenire possibili incompatibilità comunitarie, queste procedure sono condotte dalle aziende su base volontaria, mediante l'applicazione ai propri prodotti di codici identificativi non replicabili. Le aziende che intendono attivare questa procedura di tracciabilità volontaria, aderendo a questa forma informativa verso il consumatore, sono ammesse a godere dei contributi di cui al decreto-legge n. 69 del 2013, cosiddetto Nuova Sabatini. A fronte però di questa possibilità di informazione e di dichiarazioni al pubblico e della possibilità del relativo sostegno economico, le aziende che utilizzeranno questo metodo informativo verranno sottoposte, come previsto all'articolo 4, alle conseguenze dell'articolo 517 del codice penale. Articolo quest’ultimo che prevede la reclusione e fino a 20.000 euro di multa in caso di false e mendaci dichiarazioni, sempre che tali dichiarazioni non configurino un diverso e maggior reato. Una giusta severità, per chi sarà fraudolento in questo processo, necessaria a tutela della pubblica fede e di chi opera in maniera corretta ed onesta. 

Per quanto riguarda i contributi previsti dal testo di legge, i finanziamenti potranno essere attribuiti a micro, piccole e medie imprese, a distretti produttivi, a forme aggregative di imprese, quali consorzi, anche in forma di società, a raggruppamenti temporanei di impresa, a contratti di rete, alle start-up innovative e ad imprese agricole e della pesca, fino ad una quota pari a 20 milioni di euro a valere sui fondi previsti dall'articolo 1, comma 243, della L. n. 190/2014, che prevede finanziamenti e contributi a tasso agevolato per gli investimenti in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché per gli investimenti in hardware, in software ed in tecnologie digitali.

In molti confidiamo che questo provvedimento possa, una volta approvato, consentire una concreta salvaguardia anche di tante piccole realtà produttive locali che stanno oggi soffrendo, nella filiera dell’alimentare soprattutto, perché il loro lavoro e prodotti non vengono adeguatamente remunerati.

Per approfondire leggi il Dossier della Camera: http://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Pdf/AP0062.Pdf


pubblicata il 01 aprile 2016

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