Approvata la riforma del credito cooperativo

06 aprile 2016

Mercoledì 6 aprile scorso il Senato, con voto di fiducia, ha approvato in via definitiva la legge di conversione del decreto legge n. 18/2016 concernente la riforma del credito cooperativo e la garanzia statale sui crediti in sofferenza degli istituti bancari, il cosiddetto Gacs. L'ok è arrivato con 171 sì, 105 no e 1 astenuto. A favore si sono espressi Pd, Ap, verdiniani, gruppo per le autonomie e parte di Gal. Contro: M5s, Cor, Lega, Sel e Fi. Il decreto scadeva il 15 aprile, ma l'esecutivo ha stretto i tempi arrivando al traguardo della conversione in legge del testo come modificato alla Camera dieci giorni prima della scadenza.

La riforma ha la finalità di mettere le BCC in condizione di rispondere adeguatamente alle rilevanti trasformazioni e alle sfide innovative in termini di competitività che investono oggi il comparto del credito e richiedono un irrobustimento della capitalizzazione delle banche in questione, una governance più adeguata e trasparente, una riduzione dei costi e una migliore efficienza. Tutto questo è stato fatto senza danneggiare le tradizionali caratteristiche di istituti che sono nati e si sono sviluppati tenendo fede a principi di mutualità e di solidarietà e con una vocazione localistica.

A dire che il provvedimento ha «un’importanza storica» ed è «destinato a segnare profondamente e in modo duraturo la fisionomia della cooperazione bancaria» è la stessa Banca d’Italia. Sono parole del suo Capo del Dipartimento vigilanza bancaria e finanziaria, Carmelo Barbagallo, secondo il quale la riforma «introduce nell’ordinamento gli strumenti normativi necessari per il rafforzamento patrimoniale e il consolidamento del settore», e «se attuata tempestivamente, consentirà a una parte fondamentale del sistema bancario italiano di accrescere la capacità di accedere al mercato dei capitali, migliorare il governo e il controllo dei rischi, razionalizzare i costi». Una riforma, dunque, che «insieme alla riforma delle banche popolari del marzo dell’anno scorso e con le misure per favorire lo smobilizzo dei crediti deteriorati, costituisce un contributo fondamentale alla stabilità finanziaria e alla capacità del sistema bancario di soddisfare i bisogni dell’economia.

Si tratta di un passaggio con ricadute molto significative anche per il nostro territorio, come ho spiegato ai microfoni di Rete Veneta: https://youtu.be/7EqL_xiy-gQ

Per approfondire i contenuti del provvedimento puoi leggere il dossier predisposto dal Gruppo Pd della Camera: http://deputatipd.it/files/documenti/141_Riforma%20banche%20credito%20cooperativo.pdf

In sintesi ecco le principali misure:

RIFORMA BCC: HOLDING O WAY OUT CON IMPOSTA 20%. Arriva l'obbligo per le BCC di aderire ad un gruppo bancario cooperativo che abbia come capogruppo una società per azioni con un patrimonio non inferiore a 1 miliardo di euro. Le BCC con un patrimonio superiore a 200 milioni di euro potranno però avvalersi della 'way out' estendendo la via d'uscita anche a piccole banche disposte a conferire la propria attività bancaria in una Spa (le riserve indivisibili verranno mantenute e la BCC conferente sarà obbligata a proseguire le proprie attività mantenendo finalità mutualistiche). Chi predilige la via d'uscita dovrà pagare una imposta straordinaria del 20% allo Stato. Ai soci non spetta il diritto di recesso.

ALLE BBC 60 GIORNI PER DECIDERE. Le banche di credito cooperativo dovranno scegliere che strada intraprendere (tra la holding o la way out) entro 60 giorni dall'approvazione del decreto. Sarà ammesso il recesso dal contratto di coesione alla BCC che ha aderito a una holding anche se la strada è strettissima: o si trasforma in Spa rinunciando alle riserve o "la società delibera la propria liquidazione".

MEF DECIDE SOGLIA QUOTA BCC IN HOLDING, ANCHE SOTTO 51%. Il ministero dell'Economia stabilirà, "sentita la Banca d'Italia", con "proprio decreto" il "numero minimo di banche di credito cooperativo di un gruppo bancario cooperativo" e la "soglia di partecipazione delle banche di credito cooperativo al capitale della capogruppo" anche "diversa" dal 51% tenendo conto però della "stabilità". Sarà poi Bankitalia a dettare le "disposizioni di attuazione" tra cui i "requisiti minimi organizzativi e operativi della capogruppo", le "caratteristiche della garanzia" e il "procedimento per la costituzione del gruppo" e i "requisiti specifici, compreso il requisito minimo di patrimonio netto della capogruppo". 

200 MLN PER WAY OUT SI CALCOLANO DA DICEMBRE 2015. Per il requisito del patrimonio netto di 200 milioni che consente la possibilità di way out si prenderà a riferimento il bilancio al 31 dicembre 2015.

NASCE FONDO SOSTEGNO PER TRANSIZIONE. Sarà temporaneo e transitorio per supportare l'operazione che terminerà con la formazione del gruppo bancario cooperativo, attraverso uno strumento di sostegno di natura mutualistico-assicurativa.

PIU' POTERI A CAPOGRUPPO SU VERTICI BCC. In casi "motivati" la holding potrà "nominare, opporsi alla nomina o revocare uno o più componenti, fino a concorrenza della maggioranza, degli organi di amministrazione e controllo delle società aderenti al gruppo e le modalità di esercizio di tali poteri". Nel testo originario questi casi erano definiti "eccezionali" (parola che è stata cancellata).

SALVE LE BCC DI BOLZANO. E' stata approvata in commissione la norma che consente a Trento e Bolzano di costituire autonomi gruppi bancari cooperativi composti "solo da banche aventi sede e operanti nella medesima provincia autonoma, tra cui la corrispondente banca capogruppo". Allo stato però Trento non ha i requisiti perché le sue BCC operano anche fuori dalla Provincia.

GACS SIA PER BANCHE CHE INTERMEDIARI FINANZIARI. E' stata estesa anche agli "intermediari finanziari iscritti all'albo" la Garanzia statale per le cartolarizzazioni delle sofferenze prevista nel testo originario del decreto solo per le banche. Il fondo del Mef passa da una dotazione di 100 milioni di euro a 120 milioni di euro.

SCONTO ASTE SENZA OBBLIGO RIVENDITA SE È PRIMA CASA. L'imposta di registro, ipotecaria e catastale, nelle vendite giudiziarie non sarà più determinata con un'aliquota del 9% (come è attualmente) bensì nella misura "fissa di 200 euro". Mentre però per le imprese è confermato l'obbligo di rivendere entro due anni, questo stesso obbligo di rivendita salta se il privato acquista una prima casa.

STOP ANATOCISMO SU CONTI CORRENTI E CARTE REVOLVING. La norma punta a mettere fine alla pratica dell'anatocismo, la contabilizzazione degli interessi sugli interessi per conti correnti, conti di pagamento e anche sui finanziamenti a valere sulle carte di credito. 

SCONTO MULTE, CON PAGAMENTO ELETTRONICO 2 GIORNI IN PIÙ. Il Codice della strada prevede che si ottenga la sanzione ridotta del 30% se il pagamento è effettuato entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notifica. Per i pagamenti diversi dai contanti o dal bollettino postale, lo sconto sarà valido se "l'accredito a favore dell'amministrazione avviene entro due giorni dalla data di scadenza del pagamento", cioè entro sette giorni.


pubblicata il 06 aprile 2016

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