Autonomia, Zaia ha annunciato finalmente l'avvio della trattativa con Roma

19 marzo 2016

Lo scorso giovedì 17 marzo a Palazzo Balbi il Presidente del Veneto ha annunciato l’iniziativa, predisposta con la consulenza del costituzionalista Luca Antonini, per attivare il negoziato con il Governo sul conseguimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia per il Veneto. Finalmente!

Se Zaia ha potuto annunciare l’avvio del negoziato con il Governo per poter dare maggiore autonomia al Veneto lo deve agli strumenti predisposti dal centrosinistra. Perché è grazie alla riforma del Titolo V della Costituzione approvata nel 2001 (governo Amato) che è stato introdotto l’art. 116 terzo comma sul federalismo a geometria variabile ed è grazie al governo Letta in carica nel 2013 e al Ministro per gli affari regionali Del Rio che, accogliendo un mio emendamento alla Legge di Stabilità, è stato fissato in 60 giorni il termine entro cui il Governo si deve attivare sulla richiesta di negoziato avanzata da una regione (vedi la sezione dedicata nel sito della Camera dei Deputati e la mia newsletter speciale sul tema). Dopo due anni e due mesi dall’entrata in vigore di questa norma, anche il governo veneto se ne è accorto.

Se si fosse partiti prima oggi non ci troveremo davanti al caso Sappada e al disagio ormai diffuso non solo nelle comunità locali del Bellunese, ma anche tra la stragrande maggioranza dei comuni del Veneto. La nostra Regione è uno dei motori economici dell’Italia, è il secondo azionista fiscale del Paese, ma da oltre vent’anni è ultima in classifica per risorse pubbliche pro capite spese sul territorio (vedi le tabelle di sintesi per l'anno 1999 e l'anno 2012). Ormai è chiaro che il nodo politico da affrontare è quello di stabilire un rapporto più equo tra quello che i veneti versano all’erario e ciò che rimane sul territorio non solo per rispondere ai loro bisogni, ma anche come volano per la crescita dell'intero Paese.

Al Corriere del Veneto che mi ha intervistata (clicca qui per leggerla) e che ricorda le mie molteplici sollecitazioni a Zaia ad imboccare la strada del negoziato con il Governo, oltre che la norma che ho ottenuto nella Legge di Stabilità 2014 per facilitare questo percorso, ho spiegato la mia posizione (e la linea che secondo me dovrebbe tenere il Pd Veneto) anche rispetto al referendum sul quesito di una maggiore autonomia alla nostra regione ammesso dalla Corte Costituzionale nel giugno dell’anno scorso: sono pronta a sostenere la richiesta avanzata dalla Regione Veneto, a patto però che Zaia assuma un atteggiamento di serietà, lealtà e collaborazione istituzionale nella trattativa con il Governo. Perché queste partite non si giocano con la propaganda. A questo link trovate anche l'intervista sul tema che ho rilasciato a Rete Veneta: https://www.youtube.com/watch?v=fH8trk_RQWE&feature=youtu.be.

Agli esponenti del Partito Democratico veneto e nazionale che sostengono l'inutilità del referendum sull'autonomia (perché il negoziato può essere avviato a prescindere dal referendum), e accusano Zaia di volerlo usare in modo strumentale, ricordo che è una legge regionale, la n. 15 del 19 giugno 2014, che incarica il Presidente della Giunta regionale di "instaurare con il governo un negoziato volto a definire il contenuto di un referendum consultivo finalizzato a conoscere la volontà degli elettori del Veneto circa il conseguimento di ulteriori forme di autonomia della Regione del Veneto" (art. 1). "Qualore il negoziato non giunga a buon fine il Presidente della Giunta regionale è autorizzato ad indire un referendum consultivo per conoscere la volontà degli elettori del Veneto" in ordine al seguente quesito (quello ammesso dalla Corte Costituzionale): "Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?" (art. 2).

Pertanto sul piano giuridico Zaia è tenuto a dare attuazione ad una legge regionale, a meno che non venga abrogata. Sul piano politico, possiamo rischiare di essere come Partito Democratico del Veneto, organizzato su base federale, subalterni alla Lega Nord e al Movimento 5 Stelle in una partita come quella dell'autonomia? Credo che come sulla riforma costituzionale devono decidere gli italiani (così il premier Renzi ne ha motivato il referendum ), allo stesso modo sull'autonomia del Veneto devono decidere i veneti, anche per poter dar forza al negoziato attraverso l'espressione della volontà popolare.

Vi segnalo infine questo intervento di ieri sul Corriere del Veneto (Le regioni, la politica e i confini - Corriere del Veneto), nel quale lo studioso Corrado Poli conferma quanto da tempo sostengo: ovvero che "la via verso la macroregione del Nordest passa inevitabilmente attraverso la conservazione delle esistenti autonomie e l'estensione dell'autonomia speciale al Veneto che la rivendica, inascoltato, da decenni". Esattamente la ratio del mio emendamento di riconoscimento dell'autonomia speciale al Veneto durante l’esame alla Camera della riforma costituzionale, con riferimento almeno al Friuli Venezia Giulia.

VEDI ANCHE LA RASSEGNA STAMPA SUL TEMA:

Il Pd è contro Zaia «Accordo con Roma ma il referendum no» - Corriere del Veneto

Bressa: il voto non serve Ma centrosinistra diviso - Il Gazzettino

Rubinato: «Mia la norma che dà 60 giorni a Roma» - Il Giornale di Vicenza

Rosato: «Il presidente del Veneto arriva ultimo. Obiettivo possibile grazie a leggi fatte dal PD» - Il Giornale di Vicenza


pubblicata il 20 marzo 2016

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