Il dilemma di un Paese che continua a non affrontare il problema generazionale

01 novembre 2016

L'articolo sul Corriere della Sera del 13 ottobre scorso di Sergio Rizzo ha fotografato in modo efficace il dilemma di un Paese caratterizzato da una fascia molto ampia di anziani pensionati non abbienti e da una più ristretta di giovani disoccupati (clicca qui per leggere l’articolo). Che le spese sociali aumentino in tempo di crisi in una certa misura è anche giusto, ma tutte le spese, anche quelle sociali, devono essere finanziate, o tagliando altre spese o aumentando le tasse o ancora aumentando il già enorme debito pubblico a carico delle future generazioni. Quest'ultimo è la spia - come ha spiegato sul il Fatto Quotidiano il prof. A. Bellelli (clicca qui per leggere l'articolo) - che noi viviamo come Paese da oltre 30 anni al di sopra delle nostre possibilità e anche ammettendo l'influenza di difetti strutturali, quali la corruzione, un'analisi della composizione della spesa pubblica italiana, ci dice che rispetto ai Paesi circostanti spendiamo tutto sommato solo ciò che è necessario per garantire alcuni diritti fondamentali dei cittadini. Il che significa che sono i nostri diritti fondamentali ad essere al di sopra delle nostre possibilità, a causa del mix micidiale dato da bassa crescita economica e da elevati interessi che ogni anno paghiamo sul nostro debito pubblico (il 15% della nostra spesa pubblica, ben 85 miliardi di euro!). In una situazione come questa le limitate risorse pubbliche disponibili vanno destinate ad aumentare ancora la spesa previdenziale per i pensionati o investite sui problemi drammatici delle giovani generazioni si chiede Rizzo? È una domanda cruciale per il nostro futuro che dovrebbe essere messa al centro di una discussione pubblica consapevole. Non ulteriormente rinviata, come in fondo si sta facendo con una manovra di bilancio concertata tra governo e sindacati secondo uno stile già conosciuto nel passato. Se la politica spiegasse ai cittadini la verità dei conti del Paese con coraggio, sono certa che si potrebbe costruire un'alleanza tra generazioni per cambiare verso, perché il legame e la solidarietà tra anziani e nipoti è nel nostro Paese fortissima.


pubblicata il 01 novembre 2016

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