Finanza Pubblica: la Riforma del Bilancio Statale e dell'Equilibrio dei Bilanci di Regioni ed Enti Locali

06 agosto 2016

In questo mese abbiamo portato a termine la riforma degli ordinamenti contabili, annunciata come uno dei temi centrali del DEF, anche in vista di una revisione sistematica e strutturale della spesa.

La riforma della legge di Bilancio

Dopo due decreti legislativi del Governo intervenuti a febbraio sulla legge n. 196/2009 per la revisione della struttura del bilancio dello Stato e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, il 22 giugno la Camera dei Deputati ha approvato le “Modifiche alla legge n.196/2009, concernente il contenuto della legge di bilancio, in attuazione dell’art. 15 della legge n. 243/2012”. Dal 2017 unione in un unico disegno di legge, chiamato legge di Bilancio, del disegno di legge Stabilità e del disegno di legge Bilancio. Stop alle clausole di salvaguardia come le conosciamo oggi e più potere a Palazzo Chigi nel rideterminare le spese. Stop all''uso del 5xmille e dell''8xmille destinati allo Stato per necessità di cassa. E inserimento anche del Bes, ovvero dell''Indicatore di Benessere equo e solidale, nella legge di Bilancio.  Queste le principali misure contenute nel testo di riforma del bilancio dello Stato, proposto dal Presidente della V commissione della Camera Francesco Boccia (Pd), ma sottoscritto da quasi tutti i gruppi (tranne Lega e M5s). Lo stesso testo di legge è stato quindi approvato in via definitiva dal Senato il 28 luglio e quindi ora abbiamo una nuova legge di bilancio. Se vuoi approfondire a questo link trovi il dossier del Gruppo Deputati del Pd: 155 -- La nuova legge di bilancio.

 

La riforma dei bilanci delle Regioni e degli Enti locali

Il secondo percorso riguarda più nello specifico la finanza locale, con modifiche alla legge n. 243/2012 in materia di equilibrio dei bilanci delle regioni e degli enti locali. Il relativo disegno di legge, già approvato dal Senato, è stato approvato nello stesso testo il 2 agosto scorso alla Camera con la maggioranza qualificata necessaria (maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera) in quanto la legge n. 243 del 24/12/2012 è la legge rafforzata che ha dato attuazione al principio del pareggio del bilancio introdotto con la modifica dell’art. 81 della Costituzione dalla legge costituzionale n. 1/2012. Con le modifiche varate il 2 agosto scorso, la legge n. 243/2012 entrerà in vigore con riferimento ai bilanci degli enti territoriali dal 2017. La principale è il passaggio dai quattro saldi non negativi già previsti dalla normativa vigente, tra entrate finali e spese finali, tra entrate correnti e spese correnti, sia in termini di competenza che di cassa, ad uno solo, il saldo di competenza tra entrate finali e spese finali. O meglio da otto a due, essendo previsti sia in sede di previsione che di rendiconto. Con la legge di Stabilità 2016 si è superato il patto di stabilità interno nella forma fin qui sperimentata passando al pareggio di bilancio: da un obbligo, in particolare per gli enti più virtuosi, di fare avanzi sempre più consistenti, si è passati al pareggio, con spazi in più soprattutto per gli investimenti, ma con una norma ponte, valevole solo per quest’anno. Cioè prevedendo il saldo non negativo di competenza tra entrate finali e spese finali. Con le modifiche alla legge n. 243 si riporta coerenza e continuità tra quanto previsto per il 2016 e quanto previsto per i prossimi anni.

Altra questione affrontata nelle modifiche è quella del fondo pluriennale vincolato di entrata e di spesa. E’ lo strumento fondamentale per il rilancio degli investimenti. E’ previsto nella legge di stabilità 2016, con un copertura per 660 milioni di euro per il solo 2016. Nelle legge n. 243 come vigente era infatti prevista l’introduzione di tale fondo nei saldi, ma con legge dello Stato ogni anno, compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica, per la necessità di copertura sul piano nazionale. La critica mossa dall’Anci era relativa alla difficoltà o impossibilità di programmare gli investimenti in un quadro che si sarebbe ridefinito di anno in anno. La soluzione individuata prevede un primo triennio, 2017-2019, in cui il fondo sarà previsto con la legge di bilancio per il triennio. Ma dal 2020 il fondo pluriennale vincolato di entrata e di spesa è incluso a regime tra le entrate e le spese finali, finanziato dalla entrate finali.

Altro aspetto rilevante introdotto (al Senato), anche su richiesta ANCI, è stato l’ampliamento al livello nazionale, di intese, già previste nel disegno di legge del Governo in sede regionale, per operazioni di indebitamento e operazioni di investimento attraverso l’utilizzo degli avanzi. E’ una ulteriore possibilità di patti di solidarietà tra gli enti, non di facile realizzazione, ancor più a livello nazionale rispetto a quello regionale, ma senz’altro è opportuno permetterle e prevederle. Ritengo che, nonostante i miglioramenti apportati, le regole mantengano ancora, sia sul fondo pluriennale vincolato, che sull' indebitamento e l'uso degli avanzi, elementi di complessità nella gestione, di rigidità e di difficoltà soprattutto per i comuni medio-piccoli. Mi auguro che su questo temi si possa intervenire nella prossima legge di bilancio. A questo link puoi leggere il mio intervento nella discussione in AulaClicca qui

Per un approfondimento puoi consultare il dossier del Gruppo dei deputati del Pd: 169 -- Equilibrio dei bilanci delle Regioni e degli Enti locali.

 


pubblicata il 06 agosto 2016

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