Zaia chiede processi veloci, i Cinque stelle lo accusano - Corriere del Veneto

03 agosto 2016

Pagina 6, Primopiano

VENEZIA Rabbia, fiducia e preoccupazione. Sono i sentimenti che animano i politici di fronte al nuovo terremoto giudiziario che scuote Veneto Banca. Reazioni graduate, ma tutte caratterizzate dal plauso per l’operato degli inquirenti. Il governatore Luca Zaia (Lega Nord) parte proprio dalla stima per la magistratura. «Nella speranza — aggiunge — che i processi che scaturiranno dalle inchieste non diventino una storia infinita. Se poi sarà accertato, sulla base di sentenze passate in giudicato, che qualcuno ha sbagliato, costui o costoro dovranno pagare fino in fondo». Il consigliere regionale Jacopo Berti (Movimento 5 Stelle) punge però i leghisti: «Vorrei capire, e sarebbe interessante che ce lo dicesse Zaia, come mai non si sono accorti che questi squali in giacca e cravatta stavano distruggendo la vita di centinaia di migliaia di persone». Era sindaco di Montebelluna la senatrice Laura Puppato (Partito Democratico), quando nel 2007 decise di conferire la cittadinanza onoraria a Vincenzo Consoli. «Umanamente mi dispiace — confida — perché il dottor Consoli che ho conosciuto era quello lungimirante e capace dei primi anni, ma è chiaro che la bulimia del potere deve avere avuto il sopravvento pure sulle sue indubbie capacità rendendolo poi spregiudicato, soggettivo e cieco come tutti i “dittatori” o i “padri padroni”. Purtroppo ha giocato con il risparmio di tante, troppe persone oggi distrutte da questa vicenda ed è facile non gli venga perdonato nulla, dimenticando anche il suo lavoro negli anni dello sviluppo sano di Veneto Banca».

Come Montebelluna, così anche Vicenza: l’auspicio bipartisan della politica è che il pugno di ferro venga mostrato anche nel caso di Bpvi. «Credo sia lecito aspettarsi indagini altrettanto approfondite e radicali anche sulla Popolare di Vicenza, istituto in cui sono successi episodi forse anche più clamorosi», dice Enrico Zanetti, viceministro all’Economia (Scelta Civica). «Diamo fiducia all’operato della magistratura perché in tempi brevi possa far chiarezza su tutte le questioni riguardanti non solo Veneto Banca ma anche il caso analogo della Banca Popolare di Vicenza», concorda il consigliere regionale Sergio Berlato (Fratelli d’Italia). «Mi auguro che altrettanto accada a favore degli azionisti della Popolare di Vicenza, accertando le responsabilità dei vertici aziendali di entrambi gli istituti di credito», condivide la deputata Simonetta Rubinato (Pd).

Ora però restano i timori per i risparmiatori beffati, «che potranno costituirsi parte civile nel processo contro i responsabili», afferma il consigliere regionale Andrea Zanoni (Pd). «Abbiamo chiesto al governo di estendere gli strumenti di ristoro alle vittime di eventuali meccanismi fraudolenti», annuncia il senatore Antonio De Poli (Udc). «Sono sicuro che questa indagine sarà di aiuto prezioso all’intero Consiglio regionale», afferma il consigliere regionale Maurizio Conte (Lista Tosi), presidente della commissione d’inchiesta sulle ex Popolari.

Con la politica conviene il sindacalista Massimiliano Paglini, segretario della Fiba Cisl di Treviso: «L’arresto di Consoli è un evento che attiene alle sue condotte del passato, ora quello che ci sta a cuore è una risposta sull’azione di responsabilità, unico modo per recuperare il danno».

Angela Pederiva

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pubblicata il 03 agosto 2016

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