Necessario per la scuola veneta recuperare il taglio di docenti della manovra Tremonti-Gelmini: la nostra interrogazione al ministro

29 luglio 2016

Il ministro Stefania Giannini intervenga per riequilibrare gli organici del sistema scolastico Veneto: questo l’oggetto di una interrogazione che ho presentato con i colleghi deputati veneti del Pd, depositata il 21 luglio scorso alla Camera e rilanciata dal Gazzettino del 24 luglio scorso. A questi link puoi leggere rispettivamente il testo dell’interrogazione (5/09244 : CAMERA - ITER ATTO) e l’articolo sulla stampa («Veneto, a settembre classi-pollaio» - Il Gazzettino).

La nostra Regione risulta, infatti, essere stata tra le più penalizzate dai pesanti tagli di spesa (ben 8,5 miliardi di euro in cinque anni) effettuati dalla c.d. riforma Gelmini-Tremonti. Questo perché la situazione di partenza anteriore al 2009, anno a decorrere dal quale sono stati attuati i tagli dei posti di organico, era molto diversa tra le regioni italiane. Nel Veneto e in poche altre regioni (come per esempio in Lombardia e in Friuli Venezia Giulia) non esisteva soprannumero di docenti a tempo indeterminato in quanto il trend della popolazione scolastica era in costante graduale aumento. In altre regioni, invece, il calo demografico portava alla riduzione del numero delle classi, con la conseguenza che i docenti a tempo indeterminato, rimanendo senza ore di cattedra, diventavano soprannumerari. Perciò le prescritte economie lorde di spesa imposte dall'articolo 64, comma 6, del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito dalla legge n. 133 del 2008, non potevano essere realizzate laddove il trend della popolazione scolastica era in diminuzione, giacché ciò avrebbe comportato l'aumento del soprannumero, con la conseguente invarianza della spesa per gli stipendi del personale a tempo indeterminato. La manovra di riduzione della spesa pubblica è stata perciò attuata nelle regioni come per esempio il Veneto, la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia, nelle quali è stato possibile diminuire i posti per le nomine in ruolo e per le supplenze annuali senza creare soprannumero.  Le conseguenze sono state però diverse tra le regioni, a seconda della consistenza dell'aumento della popolazione scolastica.

In particolare il triennio 2009-2011 di applicazione dei tagli è coinciso nel caso della regione Veneto proprio con il periodo del massimo aumento della popolazione scolastica, soprattutto per effetto del fenomeno migratorio. Inoltre nella nostra regione il numero degli alunni frequentanti le scuole statali è continuato ad aumentare anche negli anni scolastici successivi al 2008-2009, fino all'anno scolastico 2014-2015. Più precisamente, mentre il numero degli alunni in Veneto dall’anno scolastico 2009/2010 all’anno 2014/2015 cresceva di ben 31.194 unità, il numero dei posti per i docenti è stato invece tagliato di 4.429 posti.

Con la riforma della Buona Scuola si è tornati a investire su questo settore strategico per lo sviluppo del Paese, ma rimane ancora consistente il gap da recuperare per il Veneto proprio per questa penalizzazione insita nella spesa storica.

E’ dunque necessario che, in vista del nuovo anno scolastico 2016/2017, come richiesto dalla stessa dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Daniela Beltrame, gli insegnanti vengano assegnati dal Miur tenendo conto del numero effettivo degli alunni e dei bisogni che il sistema scolastico presenta in Veneto. Per consentire nel prossimo anno scolastico di sdoppiare le classi sovraffollate (le c.d. classi pollaio), autorizzare il tempo pieno (consentendo di dare le 44 ore settimanali anziché 40 e di rispondere a tutte le nuove richieste di tempo pieno in una regione che vede entrambi i genitori lavorare) e dare il doppio turno alle sezioni dell’infanzia i posti dell’organico di fatto indispensabili sono dunque 48.540: sono stati dunque richiesti dall’USR del Veneto 3.013 posti in più di quelli assegnati nell’organico di diritto per garantire le esigenze generali di funzionamento del servizio scolastico.

Purtroppo le notizie arrivate nei giorni successivi non sono state del tutto soddisfacenti. Nell’incontro al Miur per l'informativa ai rappresentanti sindacali, tenutasi nel pomeriggio di sabato 23 luglio scorso, si è appreso che il decreto firmato congiuntamente da MIUR e MEF ai sensi del comma 69 della legge n. 107 stabilisce il numero di posti aggiuntivi, come adeguamento dell'organico di diritto alla situazione di fatto, nel tetto e secondo la distribuzione regionale riportati nella tabella allegata (clicca qui), contenente  il numero massimo di posti attivabili, con l'indicazione di quelli necessari per i nuovi insegnamenti dei licei musicali. I sindacati hanno rilevato che non sarà facile la gestione dell'organico di fatto, perché si parte da un taglio di 1.192 posti rispetto all'organico funzionante nel 2015/2016, taglio che il Miur ha giustificato con un decremento di 43.000 alunni che si registra in particolare sul primo ciclo. Secondo i sindacati invece il taglio complessivo di posti operato incide sul fabbisogno di posti indispensabili per assicurare agli studenti gli insegnamenti previsti dagli ordinamenti e quindi sarà necessario dare risposta alle richieste di ulteriori posti che sicuramente le realtà più penalizzate avanzeranno.

E’ il caso del Veneto, che con un calo per la prima volta - dopo anni di crescita degli studenti - di circa 2.500 alunni si vede assegnati solo 2.540 posti, di cui 184 per i licei musicali.  In pratica ciascun Ufficio scolastico Provinciale avrà come organico di fatto lo stesso numero di posti dell'organico di diritto. Mentre le situazioni in altre regioni sembrano molto meno penalizzate: a fronte di un calo di 11.500 alunni in Campania, 10.700 in Puglia e 10.200 in Sicilia, il taglio dei posti è stato di appena rispettivamente 133, 90 e 100 posti (e non 700 per ciascuna regione come avrebbe dovuto essere in rapporto al minor numero di classi) per non creare altri soprannumerari. 

Il Veneto, che ha personale di molto insufficiente a causa della spesa storica e della penalizzazione della riforma Gelmini come ho spiegato prima, potrebbe trovarsi nella condizione di dover far ricorso ancora una volta a “rimedi anomali” per rispettare il contingente assegnato dell’organico di diritto: ovvero classi sovraffollate e diniego a nuove richieste di tempo pieno. E' quello che ho fatto presente mercoledì 27 scorso al Ministro Giannini personalmente, oltre che al sottosegretario Faraone e al suo capo di gabinetto Marco Campione (insieme alla collega Alessia Rotta di Verona), oltre che alla Capo Dipartimento al Miur Rosa De Pasquale. Dal Miur mi è stato riconosciuto che la scuola veneta risulta essere stata tra quelle più penalizzate dalla riforma Gelmini, ma che con la riforma della Buona Scuola si è invertita la tendenza e che quest'anno l'Ufficio Scolastico Regionale ha a disposizione anche l'organico del potenziamento, oltre alla possibilità di coprire le cattedre mancanti affidando ai docenti di ruolo spezzoni sino a sei ore.

Sul tema, dopo che per prima lo avevo segnalato, è tornato il Gazzettino la settimana scorsa, dando notizia che anche il senatore Franco Conte di Ncd, in qualità di Vicepresidente della Commissione Istruzione al Senato, si è attivato con il Ministro (clicca qui per leggere l'articolo), nonchè da ultimo l'assessore Elena Donazzan (link all'articolo). Infine si sono attivati anche i capigruppo di maggioranza e minoranza in Consiglio Regionale con una lettera al Ministro Giannini del 4 agosto scorso  (link alla lettera e  . Link all'articolo apparso sul Mattino di Padova).

E’ certo importante che tutta la politica veneta faccia squadra a favore degli studenti, delle famiglie e dei docenti del sistema scolastico Veneto, ma non si può attribuire le gravi responsabilità dei tagli effettuati in Veneto dalla riforma Tremonti-Gelmini all'attuale Governo, che sta cercando invece di recuperare progressivamente il gap del nostro sistema scolastico. Tanto più visto che l'attuale assessore all'istruzione in Regione Veneto lo era anche quando venivano fatti quei tagli e non si è sentita allora la sua voce. 


pubblicata il 29 luglio 2016

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