Paritarie, ok al decreto. Ma i tempi si allungano - Avvenire

03 giugno 2016

Pagina 22, Cronaca

Sono stati sbloccati nella serata di mercoledì, i 500 milioni di euro del fondo nazionale per le scuole paritarie per l’anno scolastico che si sta per chiudere. Poche ore dopo l’invio di un formale atto di diffida al Miur da parte della Fism, la Federazione delle scuole materne non statali, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha firmato il decreto dando così avvio alla complessa procedura che porterà al trasferimento di questi soldi alle singole scuole. Il problema, ora, è quanto tempo ci vorrà, visto che le risorse che aspettano, le scuole le hanno già spese per pagare gli stipendi agli insegnanti e per la gestione ordinaria degli istituti.

Rispetto agli anni scorsi, inoltre, è stato accumulato ulteriore ritardo (circa quaranta giorni) per un ricorso alla magistratura amministrativa interposto da Aninsei, l’Associazione nazionale istituti non statali di educazione e di istruzione di Confindustria, circa le mo- dalità di definizione dei criteri per l’individuazione delle scuole non aventi fini di lucro. Soltanto dopo aver effettuato la distinzione tra scuole profit e non profit, sarà ripartito l’80% dei fondi del decreto firmato mercoledì, mentre il 20% sarà assegnato a tutte le scuole paritarie. Per stabilire se una scuola è profit o non profit, sarà applicato il criterio del costo medio studente individuato dall’Ocse in 5.900 euro l’anno. Chi applica rette superiori a questa cifra sarà considerato profit e non riceverà le risorse riservate alle scuole senza fini di lucro, che poi sono la grande maggioranza degli istituti paritari. Questa cernita porterà via altro tempo prezioso, rallentando ulteriormente l’effettivo accreditamento delle risorse.

«Dopo aver tanto lavorato per accelerare i tempi, sono sconcertata da questo grave ritardo – commenta la deputata del Partito democratico, Simonetta Rubinato –. Credo che da parte del Miur, preoccupato da possibili nuovi ricorsi, si sia ecceduto in burocrazia difensiva, non considerando che ogni giorno di ritardo pregiudica la sopravvivenza stessa delle scuole paritarie. A questo punto mi auguro che si voglia recuperare terreno, accelerando le pratiche, per determinare il minor danno possibile agli istituti». Che già sono in sofferenza, come ha ricordato, pochi giorni fa nel corso di un convegno a Firenze, la Fism della Toscana. «Negli ultimi tre anni – ha detto il presidente Leonardo Alessi – gli alunni delle scuole paritarie si sono ridotti di 100mila unità, il 10%. Bisogna fare presto, entro pochi anni i 900mila alunni che frequentano le scuole paritarie in Italia si dimezzeranno e allora assisteremo a una completa statalizzazione del sistema».

Preoccupazione condivisa dal segretario nazionale della Fism, Luigi Morgano, che ricorda come l’associazione accolga oltre il 35% dei bambini della scuola dell’infanzia, dando una risposta alle famiglie che spesso i Comuni non sono in grado di fornire. «A questo punto la variabile tempo è determinante – sottolinea Morgano – Rispetto al 2000, anno dell’entrata in vigore della legge 62 sulla parità scolastica, riceviamo circa 100 milioni di fondi pubblici in meno ma non per questo abbiamo diminuito i nostri servizi. Anzi, pur dovendo fare i conti con costi crescenti, stiamo favorendo la più ampia partecipazione al servizio anche alle famiglie economicamente disagiate. Ai parlamentari che hanno lavorato per il varo di questo decreto, che ringraziamo, chiediamo ora uno sforzo ulteriore per arrivare, quanto prima, all’assegnazione delle risorse alle scuole».

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pubblicata il 03 giugno 2016

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