Zaia: «È la mia posizione da sempre» Ma Moretti: «Il governatore smetta di fare lo struzzo» - Corriere del Veneto

04 giugno 2017

Pagina 2, Primopiano

VENEZIA «Musica per le mie orecchie». La musica, per il presidente Luca Zaia, sono le parole del segretario del Pd Matteo Renzi, e cioé: «Per me, oggi, le banche venete sono la priorità». Alla vista dell’intervista dell’ex premier, subito, in Veneto si è scatenato il tifo da stadio, dei democratici ma, anche, più pacatamente, di chi, come Zaia, con Renzi e con il governo non ha rapporti distesi. «Renzi sostiene quel che da mesi vado ripetendo – dice Zaia –, delle due, una: l’Italia a Bruxelles non conta nulla perché non ha potere contrattuale oppure prendiamo atto che la delegazione trattante guidata dal ministro dell’Economia Padoan non è all’altezza».

Il presidente veneto prende la balla al balzo per stilettare Roma: «Non vorrei che si usasse l’alibi della Ue per non portare a casa quel che si potrebbe ottenere perché in realtà ci sono altri obiettivi – continua -. Il Ministro ha una sola strada: piantare la canadese nella stanza delle trattative e non tornare finché non ha ottenuto qualcosa». Veneto Banca e la Popolare di Vicenza meritano, conclude Zaia, di più.

Che l’Europa debba fare di più lo pensa anche l’europarlamentare 5 stelle David Borrelli, con tuttavia un distinguo. «Bruxelles, è vero, deve fare di più ma non dimentichiamo i problemi a monte: la Banca d’Italia non ha fatto il suo dovere, quando doveva controllare, dove era?», commenta. Il M5s ha messo in piedi una strada alternativa per sostenere i correntisti che hanno perso i risparmi di una vita. «A settembre presenteremo i primi ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo», continua Borrelli. Si tratta di un percorso irrituale, la Corte europea potrebbe essere coinvolta solo dopo il terzo grado di giudizio («Non siamo nemmeno al primo in questo caso», dice l’europarlamentare) ma i pentastellati sono convinti che ci siano i margini giuridici a sostegno dei ricorsi, individuali, dei 3 mila correntisti che hanno già aderito alla loro proposta.

Ieri, alla lettura delle dichiarazioni di Renzi, i democratici veneti hanno iniziato a brindare. «Dice bene Renzi, il nostro Paese non può subire le decisioni altrui – commenta l’onorevole dem Roger De Menech -, difendere gli istituti veneti vuole dire difendere risparmiatori e imprese che hanno fatto del Veneto la locomotiva d’Italia». Dello stesso avviso la collega Simonetta Rubinato: «Le parole di Renzi confermano la volontà di scongiurare il bail-in, ora devono seguire atti concreti in tempi rapidi».

E se le dichiarazioni del segretario del Pd sono state, a dir poco, gradite dai democratici, quelle di Zaia hanno indispettito più di un suo avversario politico. «Quando governo e Pd confermano il massimo impegno per salvare le banche venete, Zaia invece di collaborare per aver maggior forza in Europa, attacca in modo scomposto il Ministro – sbotta il senatore vicentino Giorgio Santini (Pd) -, al governatore pongo tre domande: come mai da qualche tempo sta scommettendo sul fallimento degli istituti? Dove era quando alcuni dominus incontrastati facevano il bello e il cattivo tempo con truffe colossali e una costante distorsione di concorrenza e fiducia? Che cosa sta facendo, ora, di concreto?». Attacca Zaia anche Alessandra Moretti, consigliere regionale del Pd. «Smetta di fare lo struzzo e si muova per il salvataggio delle banche – dice -, l’atteggiamento immobilista di Zaia risulta colpevole: perché non coinvolge Veneto sviluppo? Cosa aspetta a convocare un tavolo di imprenditori per reperire fondi privati?».

Moretti avrebbe però sbagliato il suo target e con dichiarazioni avventate sarebbe scivolata sull’ennesima buccia di banana. Almeno per Nicola Finco, capogruppo in Regione del Carroccio e per il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti. «Moretti non ha letto l’intervista di Renzi o non l’ha capita – tuona Finco – e pensando di fare bene attacca proprio Renzi sulla vicenda delle banche». Dello stesso tono, Ciambetti, «Moretti insiste a chiamare in causa la Regione che sulle banche ha le mani legate, diversamente dal governo. Nella foga la collega dimentica molti, troppi, passaggi». Il presidente di palazzo Ferro Fini li elenca tutti: «L’Ue ha dato 239 miliardi alle banche tedesche, 162 a quelle britanniche, 52 alle spagnole, 42 alle irlandesi e 40 alle greche – spiega - e l’Italia, per questi interventi, ha messo 63 miliardi. Inoltre, per Mps Roma ha agito con una risolutezza che per il Veneto non ha».

Per salvare le banche, infine, arriva una controproposta del Coordinamento associazioni Banche Popolari Venete «don Enrico Torta». «Si crei un organismo intermedio, finanziato dal “Fondo salvarisparmio” con la partecipazione di Comuni, Regioni e privati – dice il presidente Andrea Arman -. Questo soggetto ricapitalizzerebbe le banche e darebbe garanzia di una gestione attenta e corretta, che faccia piazza pulita del passato».

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pubblicata il 04 giugno 2017

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