Renzi: priorità al salvataggio delle venete - La Tribuna di Treviso

04 giugno 2017

Pagina 12, Economia

VENEZIA«Quella delle popolari del Nordest è una questione prioritaria, più importante di quando si vota, e all'Unione europea dovremo chiedere che la direzione generale competente usi verso Veneto Banca e Popolare Vicenza lo stesso identico metodo adottato per le banche tedesche; a quel punto voglio vedere cosa salta fuori». Intervistato dal "Sole 24 Ore", Matteo Renzi sfodera gli artigli, replicando a musoduro a quanti imputano al Governo dem il sacrificio di Montebelluna e Vicenza sull'altare del salvataggio di Montepaschi Siena. «Se qualcuno ha un piano preciso per creare difficoltà solo alle banche venete, solo all'Italia, sappia che verrà bloccato»; i crediti deteriorati, nota dolente: «Ci sono interessi notevolissimi su questo business come è giusto e ovvio che sia», osserva l'ex premier e segretario del Pd «tuttavia, costringerci a svenderli in modo così violento significa depauperare il patrimonio nazionale e su questo, come partito democratico, presenteremo nelle prossime ore un documento dettagliato alle autorità competenti, a cominciare da Banca d'Italia e ministero dell'economia».«Questa è musica per le mie orecchie», commenta Luca Zaia «Renzi sostiene quel che da mesi vado ripetendo: o l'Italia a Bruxelles non conta nulla perché non ha potere contrattuale, e allora finiamola di citare la Ue a ogni piè sospinto e valutiamo la gravità della circostanza; oppure prendiamo atto che la delegazione trattante guidata da Padoan non è all'altezza. O, peggio ancora, non vorrei si utilizzasse l'alibi europeo per coprire altri obiettivi». Secondo il governatore leghista del Veneto, «il ministro dell'economia ha soltanto una strada da percorrere: andare a Bruxelles, piantare la canadese nella stanza delle trattative e non tornare fino a quando non avrà raggiunto il risultato», ricorrendo, magari, ad un argomento perentorio: «Chieda, anzi esiga, che i parametri occhiuti e severi che si utilizzano per le banche venete siano estesi a tutte le altre banche europee, le quali non mi pare siano esattamente tutte in salute: potremmo parlare dei derivati di autorevoli tedesche, ma anche delle difficoltà di certi istituti francesi, soltanto per rimanere sull'asse Parigi-Berlino». Evocato, il ministro Pier Carlo Padoan batte un colpo: «La situazione delle banche venete è affrontata nello stesso modo di Mps», dichiara a margine del festival dell'economia di Trento «stiamo lavorando per trovare, come per la banca senese, un accordo all'interno di regole molto complicate che richiedono l'accordo della dg competition e del meccanismo sorveglianza unico Bce»; perché sia «riconosciuta sostenibilità al piano di ristrutturazione», aggiunge occorre che non ci siano «aiuti di stato illegali» e che sia assicurata «una sufficiente dotazione di capitale». Infine le frecciate a distanza che animano il teatrino della politica. «Zaia la smetta di fare lo struzzo, coinvolga Veneto Sviluppo nel salvataggio e convochi un tavolo di imprenditori disposti ad investire nel futuro delle nostre banche», afferma Alessandra Moretti (Pd); «Rilegga le parole del suo segretario, forse non ne ha ben compreso il senso», ironizza il capogruppo leghista Nicola Finco. Altri esponenti dem, da Roger De Menech a Simonetta Rubinato, esortano alla «leale collaborazione istituzionale» mentre Enrico Zanetti, leader di Scelta Civica, sprona il Parlamento ad «agire in fretta perché in Veneto si sta giocando con il fuoco».

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pubblicata il 04 giugno 2017

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