Autonomia, nel Pd nascono anche i comitati per il S - Corriere del Veneto

26 aprile 2017

Pagina 3, Primopiano

RONCADE Lunedì mattina l’ala dura del Pd ha lanciato Comitati per il No al referendum per l’autonomia del Veneto in casa Dem e martedì è arrivata la risposta della deputata Simonetta Rubinato: anche lei farà dei comitati ma per il Sì. Della partita dovrebbe essere anche il candidato renziano alla segreteria Alessandro Bisato.

«Darò vita da centrosinistra a comitati per il Sì perché un’altra occasione così per cambiare il Veneto e l’Italia non torna più», ha detto Rubinato al confronto organizzato a Roncade con Bisato. Il candidato segretario ha già detto che avrebbe votato a favore e in pubblico ha scandito che l’argomento c’è ed è del Pd: «L’autonomia del Veneto è il tema dei temi - ha detto - in linea con l’assetto statutario del Partito democratico».

Se le primarie lo incoroneranno segretario sarà dura aprire un dibattito dentro il partito come chiedono il deputato Alessandro Naccarato e il consigliere regionale Graziano Azzalin. I due esponenti della mozione Orlando sono contrari non solo alla consultazione (l’esito sarà scontato e sarà tutto da dimostrare il peso politico che avrà quando Zaia si siederà a trattare col governo per portare a casa maggiori poteri, dicono) ma anche all’autonomia. «Il Veneto ha dimostrato di non saper fare meglio da solo su Pedemontana e vaccini», argomentano.

E invece per Simonetta Rubinato il referendum del 22 ottobre è l’ultima occasione per il Pd di accordare il proprio messaggio politico sul diapason del sentire popolare. «Non è solo un’opportunità storica di democrazia diretta che darà voce alle istanze della società veneta - spiega - ma è anche l’occasione per il Partito democratico di mettersi in sintonia con le aspirazioni di questo territorio dopo la sconfitta delle regionali. Un partito perde la sua funzione se non è rappresentativo del sentiment profondo di un popolo». A Naccarato e Azzalin risponde citando Giorgio Lago: «Nessuno può volere il federalismo come strumento politico per smembrare il Paese perché il federalismo serve anzi per unire o tenere unito. Ed proprio su questo che dobbiamo correggere Zaia, che parla ancora di indipendenza».

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pubblicata il 26 aprile 2017

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