Pensioni di reversibilità, allarme infondato

17 febbraio 2016

“L'allarme sollevato sulle pensioni di reversibilità è infondato. Sia per quanto ha già chiarito il Ministro Poletti, sia perché il Parlamento non approverà mai una delega che per combattere le forme di povertà esistenti nel nostro Paese – di questo si occupa infatti il provvedimento finito al centro delle polemiche – ne crei di nuove. Il Parlamento sa bene che la reversibilità è uno strumento previdenziale, il cui diritto è fondato sui contributi di lavoro versati, e che nella maggior parte dei casi è l’unica fonte di sostentamento per molte donne che si sono dedicate alla famiglia e senza di essa non avrebbero di chi vivere dopo la morte del coniuge. Per cui chi ha diritto alla pensione di reversibilità non deve temere per il futuro”. L’on. Simonetta Rubinato, parlamentare del Pd e componente della Commissione Bilancio della Camera, interviene in risposta anche a chi, a livello locale, sta sollevando l'allarme che il Governo voglia intervenire sulle pensioni di reversibilità per fare cassa.  

“La legge delega del Governo all’esame del Parlamento – osserva l’on. Rubinato – ha come oggetto la lotta alla povertà e potrà contare per la prima volta, grazie alla legge di Stabilità che abbiamo approvato, su risorse aggiuntive per 600 milioni di euro quest’anno e per 1 miliardo il prossimo anno, che già abbiamo messo nel bilancio dello Stato. Nelle Commissioni parlamentari competenti la discussione verterà sul tema dell'assistenza, ovvero delle misure e prestazioni sociali da garantire a chi è indigente, che sono interventi ben distinti dalla previdenza. Confortati anche dal fatto che, come precisato dal presidente dell’Inps Tito Boeri, non c’è alcun problema di sostenibilità sulle pensioni di reversibilità perché nel calcolo dell’importo si tiene già conto della speranza di vita del superstite e perché è già stata fatta nel '95 la riforma legata alla situazione reddituale del superstite”. 

Insomma “noi parlamentari non vogliamo toccare le pensioni di reversibilità, ma combattere la povertà con le risorse stanziate in Stabilità ed eliminare i casi di duplicazioni e sprechi negli interventi di tipo assistenziale che oggi sono erogati da Stato, Regioni e Comuni perché le risorse vadano davvero a chi ha più bisogno” conclude Rubinato.

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pubblicata il 17 febbraio 2016

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