Sappada, partiti divisi e 9 veneti pro-distacco - Il Gazzettino

24 novembre 2017

Pagina 3, Primopiano

VENEZIA Sappada al Friuli Venezia Giulia: come hanno votato i parlamentari veneti? Gli unici a votare a favore del distacco sono stati il tosiano Matteo Bragantini e i pentastellati. Gli altri deputati veneti si sono frantumati, esattamente come rischia di capitare adesso alla Regione sotto la spinta di tutti gli altri Comuni che, agognando i soldi della specialità, vogliono entrare in Friuli e in Trentino. Fatto sta che, tra favorevoli, contrari, astensioni e non partecipazioni al voto, la classe politica veneta ha confermato un dato noto: l'incapacità di fare massa critica. Ma il dato più evidente è probabilmente la frantumazione del Partito Democratico veneto.I SÌ E I NOOltre a Bragantini di Fare! hanno votato a favore del passaggio di Sappada in Friuli tutti i pentastellati veneti: Silvia Benedetti, Marco Brugnerotto, Francesca Businarolo, Emanuele Cozzolino, Marco Da Villa, Federico D'Incà, Mattia Fantinati, Arianna Spessotto. Totale: 9 sì veneti su un totale di 257. Quanto ai gruppi politici hanno votato sì Ap, Fdi, la Lega con il capogruppo Massimiliano Fedriga (triestino) in testa e così pure il Pd con il capogruppo Ettore Rosato (triestino pure lui). Undici i deputati veneti che hanno avuto invece il coraggio di votare contro: l'unico deputato leghista veneto Filippo Busin (anche Umberto Bossi che ha votato contro), il vicentino Dino Secco (Civici e Innovatori) i tre veneziani di Mdp Michele Mognato, Delia Murer e Davide Zoggia. E poi sei deputati del Pd: Vanessa Camani, Floriana Casellato, Federico Ginato, Margherita Miotto, Alessandro Naccarato, Simonetta Rubinato.ASTENUTI E ASSENTIDomenico Menorello (Civici e Innovatori), Giulia Narduolo e Diego Zardini del Pd ed Enrico Zanetti di Scelta Civica si sono astenuti. Assenti giustificati in quanto in missione il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta (che ieri ha scritto al Capo dello Stato Sergio Mattarella chiedendo di rinviare la legge alle Camere dal momento che è mancato il parere del consiglio regionale del Veneto) con l'azzurro Andrea Causin e Tancredi Turco (Alternativa Libera). Non hanno votato pur essendo in aula gli azzurri Roberto Caon, Alberto Giorgetti e Lorena Milanato, il tosiano Emanuele Prataviera e dieci dem: Filippo Crimì, Diego Crivellari, Vincenzo D'Arienzo, Roger De Menech, Andrea Martella, Sara Moretto, Gessica Rostellato, Alessia Rotta, Daniela Sbrollini e Alessandro Zan.VINCE IL PD FRIULANO«Per il mio partito evidentemente il Veneto non conta niente. Questa è una regione con 5 milioni di abitanti che ha visto 2,4 milioni di elettori andare alle urne per il referendum sull'autonomia, eppure il Pd ci è passato sopra perché ci sono le elezioni in Friuli Venezia Giulia. A questo punto pongo il peso politico del Pd veneto»: così Simonetta Rubinato, deputata dem, pasionaria dell'autonomia, tra i pochi a votare contro il passaggio di Sappada al Friuli. Il capogruppo Ettore Rosato, friulano, aveva chiesto ai suoi di non far vedere le divisioni interne e la maggior parte dei deputati ha ubbidito tra astensioni e, soprattutto, non voto. Ma c'è chi, come Rubinato, non tace: «Quello di Sappada è un precedente serio, adesso cosa si fa con Lamon e gli altri Comuni che hanno chiesto di andarsene? Al tavolo dell'autonomia bisogna parlare anche di questo e cioè del fatto che il Veneto ha bisogno del riconoscimento di una qualche forma di specialità che può passare attraverso l'articolo 116 della Costituzione». Rubinato non risparmia nemmeno il governatore leghista Luca Zaia: «In commissione bicamerale sul federalismo a proposito di Sappada Zaia ha detto di essere un referendario impenitente e che non si sarebbe occupato delle scartoffie che il consiglio regionale doveva mandare alla Camera in vista del voto. Complimenti, si è visto che risultato ha ottenuto».Alda Vanzan

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pubblicata il 24 novembre 2017

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