Renzi offre pi autonomia a Trento Rubinato punge: La deve a noi - Corriere del Veneto

06 maggio 2015

Pagina 5, Primopiano

venezia Lo avevano avvertito: «Se pensa di venire qui a rottamare l’autonomia, gli daremo il benservito» (così, per dire, il Movimento Cinque Stelle). Ma non c’è stato alcun bisogno di metterla giù tanto dura. Appena sceso dalla scaletta dell’aereo, accolto dai presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano Rossi e Kompatscher, il premier Matteo Renzi si è infatti affrettato a chiarire: «Vogliamo valorizzare e rafforzare l’autonomia e l’identità, senza togliere nulla alle specificità». Anzi, «in una cornice di lavoro condivisa», il governo s’impegna «a verificare possibili deleghe in più nel percorso delle riforme». Parole che hanno fatto molto piacere a Kompatscher («Come ha detto espressamente il premier, per le autonomie speciali non si parla di diminuzione di competenze, bensì di salvaguardare le attuali e valutare un loro ampliamento»), un po’ meno alla politica veneta, che da anni vede frustrato a Roma qualunque anelito autonomista, figuriamoci l’ipotesi della specialità. E questo nonostante debba fare i conti ogni giorno con due scomodi vicini. 
Lo scambio di cortesie altoatesine non è sfuggito alla senatrice del Pd Simonetta Rubinato, da sempre attenta alle istanze degli autonomisti, che commenta sibillina: «Mi ha fatto piacere ascoltare le dichiarazioni di Renzi ma a quei sempre più numerosi veneti che ci chiedono perché questo va bene per Trento e Bolzano e non per il Veneto, dobbiamo una risposta. Come la dobbiamo ai sindaci che attraverso l’Anci hanno chiesto l’autonomia speciale. Possiamo sperare anche noi? Spero che si possa migliorare la riforma del Titolo V della Costituzione e che la prossima legislatura regionale sia una legislatura costituente». Rubinato cita una ricerca dell’Università di Bergamo secondo la quale tenendo fermo l’importo complessivo della spesa pubblica, uno spostamento delle risorse del 10% dal centro ai territori, produce un aumento del reddito reale annuo procapite del 0,64%. Tradotto: senza risorse aggiuntive si produce un aumento di 570 euro nel reddito annuo di una famiglia di 4 persone. 
«Basta impostazioni ideologiche - continua Rubinato - nella globalizzazione i territori sono fattori di competitività indispensabili e i Paesi che vanno peggio sono proprio quelli centralisti, tanto più se poi i poteri centrali, come in Italia, ripianano a piè di lista i bilanci degli enti locali spreconi con i soldi di tutti e quindi nessuno è mai responsabile verso i propri elettori». Dai vertici del Pd, che da tempo guardano con malcelato fastidio all’attivismo di Rubinato sull’argomento, nessun commento, ma è un dato di fatto che la candidata presidente del centrosinistra Alessandra Moretti si è detta più volte favorevole all’avvio di un progetto autonomista (non indipendentista), al punto da aver voluto al suo fianco una lista «dedicata» che annovera tra gli aspiranti consiglieri pure l’ex bossiano Santino Bozza. 
A proposito di indipendentisti: continua la battaglia legale tra Alessio Morosin di Indipendenza Veneta e Luca Azzano Cantarutti di Indipendenza Noi Veneto, la lista a sostegno di Zaia esclusa dal tribunale di Venezia perché il suo simbolo genererebbe «confusione» con quello di Morosin. «Indipendenza Veneta non è legittimata a chiedere la nostra esclusione - attacca Azzano Cantarutti - la questione riguarda soltanto noi e il tribunale di Venezia,contro la cui decisione abbiamo già ricorso in appello». Il verdetto è atteso per domani mentre è slittato ad oggi il summit tra i giudici chiamati a risolvere l’anomalia che oggi vede Indipendenza Noi Veneto ammessa col suo simbolo in tutti i collegi, meno che in laguna. 
Marco Bonet

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pubblicata il 06 maggio 2015

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