Zaia, Salvini e Di Maio: sull'autonomia noi non molleremo

06 agosto 2019

Che sulla partita per l’autonomia si stia cercando di prendere i Veneti per sfinimento a suon di rinvii e rimpalli di responsabilità ormai ci era chiaro, ma non che si arrivasse ad utilizzarla come ‘moneta di scambio’ tra Lega e M5S per il via libera alla TAV, come ha ipotizzato il Corriere della Sera in un articolo del 24 luglio scorso. La notizia poi dell’istituzione il 29 luglio scorso presso l’Università Federico II di Napoli di un Osservatorio sul regionalismo differenziato, costituito dagli accademici che più tenacemente si oppongono da oltre un anno all’attuazione dell’art. 116, 3° comma, della Costituzione, e che secondo il vicepremier Luigi Di Maio servirà a riscrivere un testo ‘migliore’ della riforma (buttando alle ortiche il lavoro fatto sino a qui), sembra rappresentare davvero la pietra tombale sulla strada dell’autonomia del Veneto, sacrificata da M5S (ma anche da Salvini) sull’altare dei voti del Sud.

Le stesse rappresentanze economiche del territorio del resto sono in allarme: il presidente della Camera di Commercio TV-BL, Mario Pozza, nei giorni scorsi, ha evocato esplicitamente la possibilità che le aziende scendano in piazza per l’autonomia, ricordando la manifestazione di Treviso del 2006, durante il Governo Prodi. Mi ricordo bene quella protesta contro l’inasprimento retroattivo degli studi di settore perché ero neoeletta da pochi mesi in Senato. Dal gruppo delle Autonomie, di cui facevo parte, assunsi l’iniziativa di scrivere una lettera a Prodi chiedendo con altri colleghi un cambio di rotta della politica fiscale di Visco.

Ecco perché, alla luce di questi fatti, mi sento di fare due considerazioni:

1) lo stallo sull’autonomia differenziata è tale che l’ora di scendere in piazza come nel 2006 è arrivata, sia per le imprese che per i cittadini che aspettano risposte concrete. Anche perché preoccupa il silenzio e la mancanza di iniziative sul tema dei parlamentari veneti, a differenza dell’attivismo di quelli del Sud: so per esperienza che l’autonomia di pensiero non sempre è gradita ai leader nazionali, ma proprio i deputati e senatori del Veneto sono chiamati per primi a dare rappresentanza e voce all’istanza di autogoverno espressa dal territorio nel referendum del 2017;

2) il presidente Zaia, investito del mandato di negoziare l’autogoverno del Veneto, sarà fedele al suo “Prima i Veneti” o alla Lega di Salvini? Il dubbio legittimo sorge dalla circostanza che, mentre il presidente della Lombardia Attilio Fontana con il sottosegretario Giorgetti sembrano pronti alla ‘spallata’, Luca Zaia sembra frenare, affermando di confidare ancora nella trattativa.

È bene che si sappia: noi non molleremo. Non permetteremo che i Veneti e gli Italiani onesti siano presi in giro e che i 14 milioni di euro spesi per il referendum siano stati sprecati, tradendo ancora una volta i fondamentali principi costituzionali di autonomia e responsabilità, di libertà e democrazia.

Intervento pubblicato da 'Il Nuovo Terraglio': https://ilnuovoterraglio.it/zaia-salvini-e-di-maio-sullautonomia-noi-non-molleremo/ 


pubblicata il 06 agosto 2019

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