Avanzi di bilancio: «I sindaci potevano già spendere» - Il Gazzettino

09 ottobre 2018

LA POLEMICA TREVISO Le rivendicazioni del Governo sullo sblocco degli avanzi di bilancio? «Che la Lega non si prenda meriti che non ha». Simonetta Rubinato interviene sulla circolare del Mef che la scorsa settimana ha sbloccato 90 milioni di euro dell'avanzo di bilancio per i comuni della Marca trevigiana. «Gli enti locali potevano già da maggio scorso utilizzare l'avanzo (incluso quello libero o disponibile) per fare investimenti sui territori, perché la Consulta ha ripristinato tout court l'autonomia finanziaria degli enti locali prevista dalla Costituzione e violata in questi anni dalla normativa statale». Secondo l'ex parlamentare Pd non hanno quindi senso né le rivendicazioni espresse da vari esponenti del Governo ma neppure le posizioni di esponenti di associazioni dei comuni o di categoria, nonché di amministratori locali, che ancora attendono chiarimenti su quale sia l'avanzo da considerare e si chiedono preoccupati se il principio varrà anche per il 2019. LA TRATTATIVA Nei giorni scorsi i sindaci trevigiani avevano salutato lo sblocco dell'utilizzo dell'avanzo di bilancio come un risultato storico. Si parla di 1 miliardo per il Veneto, pari allo 0,7% del pil nazionale. Tutta finanza virtuosa che viene resa disponibile e destinata ad opere per la comunità. Ma l'ex parlamentare corregge le informazioni sulla manovra del governo: era già tutto scritto. «L'avanzo di amministrazione, una volta accertato nelle forme di legge, è nella disponibilità dell'ente che lo realizza. E non può essere oggetto di prelievo forzoso attraverso indirette prescrizioni tecniche da parte dello Stato quale contributo ai vincoli di finanza pubblica senza averne i necessari requisiti e presupposti. Questo - spiega - è il principio stabilito dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 247 del novembre 2017, che ha modificato l'assetto normativo vigente, principio ribadito con la successiva sentenza n. 101 del maggio scorso». Per cui la circolare ha ratificato un diritto ovvio: nessuna acquisizione clamorosa. Ma, allo stesso tempo, nessuna vittoria di Pirro. RISULTATO SCONTATOI comuni sapevano perfettamente che i fondi sarebbero potuti essere spesi e quindi avrebbero dovuto già preparare i progetti. «Il Governo nella prossima legge di Bilancio non potrà che ulteriormente adeguarsi - riprende Rubinato -. Sarebbe bene inoltre che approvasse alcune semplificazioni suggerite dalla Corte: eliminando le complicazioni burocratiche delle intese regionali e patti di solidarietà nazionale, nonché il c.d. doppio binario delle regole contabili che è la causa del perdurare del calo degli investimenti locali e del continuo formarsi di avanzi inutilizzati anche dopo l'abolizione del patto di stabilità nel 2016». Ora si tratta semplicemente di rendere concrete le disposizioni del diritto. «La vera manovra per la crescita degli investimenti l'ha già fatta la Corte costituizionale - conclude l'esponente del Partito Democratico -. Basta solo attuarla».Elena Filini


pubblicata il 09 ottobre 2018

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