Comuni, avanzi sbloccati: «Volano da un miliardo per il Veneto» - Il Corriere del Veneto

04 ottobre 2018

M.Za.

Venezia Come e più del «bando periferie», gli avanzi di bilancio da ieri ufficialmente «spendibili» dai Comuni (ma anche dalle Province e dalla Città Metropolitana) virtuosi somigliano a una bombola d’ossigeno formato gigante per le boccheggianti amministrazioni locali. Tanto che la presidente dell’Anci, Maria Rosa Pavanello (Pd), definisce la circolare del Mef, il Ministero per l’Economia e le Finanze, che ieri ha reso ufficiale la scelta del governo, una «svolta». Oltre che una «vittoria di Anci Veneto che è sempre stata in prima linea su questa partita» aggiunge. In modalità «formica» anziché «cicala», centinaia di Comuni veneti hanno continuato a risparmiare, a ottimizzare, a mettere da parte centesimo dopo centesimo arrivando alla paradossale situazione di non poter poi spendere i propri accantonamenti a causa dei vincoli nel Patto di stabilità. Secondo uno studio commissionato da Anci a Ca’ Foscari, riaprire i salvadanai dei Comuni libererà risorse per un miliardo di euro di economia rimessa in circolo e ricadute sul territorio. Se ancora non è chiaro a quanto ammontino in totale gli avanzi d’amministrazione in regione, lo studio prevede anche un «ritorno» nelle casse pubbliche di 358 milioni di euro. Cosa succederà nel concreto? Da oggi i sindaci virtuosi potranno ripensare il bilancio di previsione per il 2019 utilizzando le risorse fino ad oggi congelate. Si potrà progettare un nuovo quartiere che produrrà lavoro sul territorio e, per altro, un rientro nelle casse del Comune sotto forma di oneri di urbanizzazione, ad esempio.

«Nella circolare del Mef - spiega Pavanello - viene precisata la possibilità di utilizzare il risultato di amministrazione per investimenti, quindi, ai fini della determinazione del saldo di finanza pubblica per il 2018, gli enti considerano tra le entrate finali anche l’avanzo di amministrazione per investimenti applicato al bilancio di previsione del medesimo esercizio». Insomma, soldi veri, sonanti e disponibili davvero subito. Che, secondo Anci Veneto sulla base dello studio degli economisti cafoscarini, avrebbero un impatto effettivo sull’intera regione. «Il circolo virtuoso degli investimenti - aggiunge Pavanello - potrebbe generare un aumento del Pil regionale dello 0,7%».

«Queste risorse – conclude Pavanello – possono rappresentare uno strumento in grado di sbloccare gli investimenti. In Veneto molti Comuni hanno già estinto i prestiti e così, pur essendo fra quelli meno indebitati e con meno personale di tutta Italia, si ritrovano a poter effettuare solo la spesa corrente. I paletti e le norme della finanza pubblica penalizzavano gli enti virtuosi».

Da Roma il sottosegretario della Lega Massimo Bitonci ha ribadito di aver sbloccato il capitolo avanzi ma sul tema interviene anche l’ex parlamentare del Pd Simonetta Rubinato che ricorda due sentenze della Corte Costituzionale che andavano in questo senso.


pubblicata il 04 ottobre 2018

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