Autonomia: il Viminale si scordato i 2 milioni - Il Gazzettino

04 gennaio 2018

Pagina 12, Nordest

I CONTIVENEZIA Referendum sull'autonomia del Veneto: la Regione non intende pagare né i 22mila euro chiesti dalle prefetture né i 2 milioni all'epoca preventivati, ma non ancora rendicontati, dal ministero dell'Interno. «Le spese dell'ordine pubblico non sono di competenza della Regione», ribadiscono a Palazzo Balbi dove, peraltro, è stato chiesto un parere all'Avvocatura in merito alla proiezione di spesa del Viminale. E mentre tiene banco l'ipotesi che il ministro dell'Interno Marco Minniti si candidi per il Pd proprio in Veneto come capolista alle Politiche del 4 marzo, da più parte - democratici compresi - viene contestata la richiesta romana di avere i soldi dell'ordine pubblico. IL DETTAGLIO Al momento a Palazzo Balbi è arrivato un solo rendiconto: quello delle Prefetture che, per il pagamento degli straordinari del proprio personale e per il servizio di ordine pubblico, ha chiesto alla Regione 22mila euro. Secondo Palazzo Balbi quei costi non sono di competenza della Regione e, pertanto, sono stati espunti dai rendiconti. Tradotto: al momento le prefetture non avranno un euro. Poi ci sono i 2 milioni di euro (per la precisione 2.044.875,00) preventivati lo scorso 16 ottobre dal ministero dell'Interno. La proiezione di spesa all'epoca era stata così dettagliata: 1.668.700,00 euro per il lavoro straordinario di 4.100 uomini per 22 ore pro capite al costo orario di 18,50 euro; 212.175,00 euro per l'indennità di ordine pubblico (sempre per 4.100 uomini per 3 giorni per 17.25 euro), 164.000,00 euro per il vitto (4.100 uomini per 4 pasti per 10 euro a pasto - con le polemiche dei sindacati che sostenevano che mai, nelle elezioni precedenti, era stato assicurato il quarto pasto alle forze dell'ordine presenti nei seggi). La richiesta del ministero, arrivata a Palazzo Balbi per il tramite del prefetto di Venezia Carlo Boffi, è stata girata all'Avvocatura regionale per avere un parere in merito, dal momento che nel protocollo di intesa siglato tra Regione e ministero il 5 settembre scorso non si faceva cenno all'ordine pubblico. Così, almeno, dicono al Balbi. Non risultano, al momento, risposte dell'Avvocatura regionale. Certo è che neanche il Viminale si è più fatto sentire: da Roma nessuno ha più chiesto niente. CRITICHE Sferzante il commento del capogruppo della Lega in consiglio regionale del Veneto, Nicola Finco: «Lo Stato ci ruba già abbastanza soldi, se vogliono anche quelli della democrazia che vadano a chiederli altrove. Che si vergognino». Duro anche il collega leghista presidente del consiglio regionale, Roberto Ciambetti: «Il supporto delle prefetture per il referendum del 22 ottobre sull'autonomia del Veneto non mi pare sia stato pregnante né incisivo, dovrebbero spiegare perché chiedono 22mila euro alla Regione». Ma anche dal Pd arrivano critiche. È la pasionaria dell'autonomia, la deputata Simonetta Rubinato, a rispolverare uno studio della Cgia di Mestre: «Considerato che per ogni cittadino lo Stato centrale spende 111 euro in meno l'anno per i servizi di ordine pubblico e sicurezza rispetto alla media pro capite dei concittadini che vivono nelle altre regioni ordinarie, mi pare il minimo che i 22 mila euro a copertura dei costi aggiuntivi sostenuti per lo svolgimento del referendum del 22 ottobre restino a carico del ministero». «La richiesta di 22 mila euro - aggiunge l'esponente dem - appare agli occhi dei cittadini veneti come l'ennesima beffa del centralismo romano e conferma ancora una volta quanto sia urgente l'attuazione dell'autonomia rafforzata e del federalismo fiscale contro le troppe sperequazioni presenti ancor oggi nel nostro Paese». Alda Vanzan

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pubblicata il 04 gennaio 2018

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