«A rischio la legittimità costituzionale» - Corriere delle Alpi

15 novembre 2017

Pagina 31, Cronaca

«Le questioni che hanno forte valenza politica non si possono risolvere con i cavilli procedurali». Simonetta Rubinato, deputata veneta, vede troppe forzature nella decisione della Camera: «Il tutto non sta in piedi, se un parere c'è già cosa ce ne facciamo di un secondo? Se mercoledì prossimo si forzerà il voto, rischiamo di esporre la legge a rilievi di regolarità. La necessità di un parere regionale e lo strumento non di rango costituzionale sono due aspetti tipici della verifica del capo dello Stato prima di promulgare le leggi, a sollevare rilievi potrebbe essere già lui. Francamente», prosegue Rubinato, «non capisco perché la politica voglia forzare, spaccando una comunità dopo averla ignorata per dieci anni. Ci si lava la coscienza, si fa finta di fare qualcosa di buono nascondendosi dietro la volontà popolare, che si era espressa perché esasperata dai problemi che la politica non ha risolto».Mi auguro che qualcuno rinsavisca, che si ascolti l'appello del presidente della Provincia di Belluno e che il consiglio regionale non se ne lavi le mani. Il Veneto deve battere un colpo facendo emergere tutti gli interessi locali in gioco, in modo che la Camera possa valutare più attentamente gli interessi nazionali, che in questa partita sono notevolissimi».Mentre Pd e Lega si spaccano, Forza Italia sceglie la via dell'a prudenza: «Se Ciambetti dice che serve più di una settimana, penso che abbia tutto il diritto di ottenere un ulteriore rinvio», dice il capogruppo Fi Renato Brunetta. «Secondo me c'è stata una forzatura con mancanza di cultura e garbo istituzionale da Mazziotti». Brunetta non ha ancora sciolto la riserva sul voto finale: «Seguiremo le indicazioni della Regione Veneto», dice ed è ancora autore di una lunga lettera alla Boldrini, nella quale ricorda i precedenti dei comuni marchigiani passati in Emilia e il carattere "solenne" e "specifico" che la Costituzione attribuisce ai pareri regionali: «Se ne deve dedurre che non può ritenersi sufficiente la mera mozione del 2012. In caso contrario il procedimento potrebbe risultare affetto da vizio di legittimità costituzionale». (i.a.)

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pubblicata il 15 novembre 2017

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