"Deluse, contro la nostra storia accettare quella proposta" - Il Gazzettino

28 gennaio 2018

Pagina II, Primopiano

TREVISO «La proposta di candidatura? Diciamo che l'hanno fatta per ridere». Floriana Casellato usa un tono gentile ma carico di sarcasmo. Simonetta Rubinato è praticamente sulla stessa linea: «Accettare una proposta di candidatura arrivata, a me come alla collega Casellato, solo in serata per riempire una casella rimasta ancora vuota sui tavoli romani, senza avere alcuna certezza di poter incidere sulle scelte da fare nel prossimo Parlamento a favore del Veneto, sarebbe stato tradire la mia storia». E così, con stile e altrettanta fermezza, due signore della politica trevigiana escono momentaneamente di scena. CASELLATO«Avevo già detto che non mi sarei candidata - spiega la Casellato - non voglio più saperne. E poi in questo partito comincio a sentirmi a disagio. Queste liste sembrano essere state fatte per ringraziare e vendicare. Sono molto avvilita. È stato gravissimo non candidare il braccio destro di Orlando, leader della minoranza (il veneziano Martella ndr). È stata una vera vendetta. In questo Pd non c'è più nessun rappresentante della mia cultura di sinistra. Noi ex comunisti non abbiamo più nessuno. E soprattutto non c'è più il Pd nato dalla cultura di sinistra e quella cattolica, secondo il progetto di Prodi e Veltroni. Adesso c'è il partito di Renzi. In altri momenti avrei accettato anche una candidatura così per spirito di servizio, ora non più. Comunque, ringrazio per la bella esperienza ma torno al mio lavoro di maestra. Si può fare politica anche senza cariche. E sono pronta ad aiutare i giovani del partito». RUBINATO Simonetta Rubinato, che chiude un'esperienza importante maturata tra Camera e Senato, cerca però di guardare il bicchiere mezzo pieno. Ha deciso, nonostante tutto, di restare dentro il Pd portando avanti la battaglia per l'autonomia da una posizione che definire difficile è poco: «Tutto il mio impegno politico è stato fortemente caratterizzato dal forte legame con il territorio - ribadisce - dal territorio ho sempre ottenuto il consenso e per il territorio ho fatto le mie battaglie, l'ultima in ordine di tempo quella sull'autonomia». Alla deputata uscente non sono piaciute tante cose, a cominciare dalla linea del Pd tenuta durante il referendum e per finire ai criteri utilizzati per selezionare i candidati alla politiche. Anche lei è rimasta oltremodo delusa dalla scelta di rinunciare alle primarie, strumento che la sua corrente Autonomia Dem ha chiesto ad alta voce e in più occasioni: «Credo, viste le modalità con cui sono state composte le liste, di poter essere più utile ai veneti continuando a lavorare qui sul territorio per il quale mi sono sempre spesa, anziché scaldare una sedia a Roma - ribadisce - per questo il mio impegno politico comunque continuerà insieme ad altri amici per recuperare i valori fondativi del Partito Democratico». E così comincia un altro capitolo della storia.P. Cal.

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pubblicata il 28 gennaio 2018

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