A Martina chiedo quale sia il vero Pd: quello della Cirinnà o quello del Manifesto fondativo dei valori?

12 ottobre 2018

Dalle recenti dichiarazioni sull’aborto della senatrice dem, sembra infatti che nel Partito democratico non possano essere tollerate posizioni di coscienza diverse dalla sua sui diritti umani, sui diritti delle donne e sulle libertà. Secondo Cirinnà o si è abortisti o non si è del Pd. Cirinnà ignora quanto afferma il Manifesto fondativo dei valori sul principio della laicità dello Stato: il quale "garantisce il rispetto di ogni persona nelle sue convinzioni più profonde e assicura a ciascuno gli stessi diritti e gli stessi doveri”, in quanto concepito “come rispetto e valorizzazione del pluralismo degli orientamenti culturali, e quindi anche come riconoscimento della rilevanza, nella sfera pubblica e non solo privata, delle religioni, dei convincimenti filosofici ed etici, delle diverse forme di spiritualità”.  Quello che per lei invece è “un fritto misto” indigeribile. Eppure è il 'fritto misto' delle diverse culture popolari, non solo di sinistra, ma anche di matrice cattolica, che, piaccia o no,  hanno confermato quarant’anni fa la legge 194 nelle urne del referendum. Quelle culture politiche sono anche co-fondatrici con pari dignità del Partito Democratico.
 
Proprio ispirandosi al pluralismo culturale e allo spirito democratico fondativo approvammo nel febbraio del 2008 al Senato, in occasione dei trent’anni dall’introduzione della legge n. 194, una mozione sottoscritta da tutte noi donne senatrici del Gruppo del Partito Democratico, dalla Finocchiaro alla Binetti, che costituiva una sintesi alta e positiva che impegnava il Governo alla “piena attuazione della legge 194”, perché - è bene ricordarlo - è una legge anche a favore della maternità e della vita, che mira a realizzare un contemperamento nel conflitto drammatico tra diversi diritti: quello della libertà e responsabilità della donna di scegliere se essere o meno madre, ma anche quello alla vita del concepito. In quella mozione oltre a riconoscere che si è rivelata una buona legge (dalla sua entrata in vigore ad oggi è diminuito del 63% il numero degli aborti ed ha salvato la vita di molte donne che sarebbero ricorse all’aborto clandestino), si impegnava  il Governo anche a "dare applicazione con forza agli art. 1, 2, 3, 5 della legge, relativi alla prevenzione, sottolineando come la legge tuteli la vita fin dal suo inizio e riconosca il valore sociale della maternità” e a "riferire al Parlamento sullo stato di applicazione dell’art. 2 della legge, cioè sulla capacità dei consultori di intervenire per prevenire gli aborti e proporre alle donne aiuti concreti e soluzioni agli eventuali problemi che possono indurre ad interrompere la gravidanza”. 
 
Chiedo dunque ai dirigenti del Pd: quello spirito democratico e laico, capace di dare spazio a persone di diverso orientamento culturale, religioso ed etico su valori fondamentali come quelli della vita, della maternità e della libertà di tutte le donne, abita ancora oggi nel Pd? 

pubblicata il 12 ottobre 2018

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