Autonomia, il presidente Zaia firmi la pre-intesa solo dopo aver raggiunto il massimo risultato possibile

15 febbraio 2018

“Fa piacere che il governatore della Lombardia si preoccupi del nostro destino, ma i veneti sanno badare a se stessi. Per questo, prima di firmare la bozza di pre-intesa, il presidente Zaia deve tener conto che alla trattativa con il Governo è arrivato grazie alla spinta trasversale di quasi 2,5 milioni di elettori ed è doveroso quindi da parte sua e dei tecnici che lo assistono, pur nella leale collaborazione dovuta, negoziare il miglior risultato possibile, vincendo le resistenze centralistiche che si sono opposte fino ad oggi all’attuazione del federalismo fiscale. Perché una cosa è certa: non si fanno le nozze con i fichi secchi. Ovvero senza la disponibilità di adeguate risorse finanziarie non è possibile alcuna vera autonomia”. Ad affermarlo è Simonetta Rubinato, leader di “Autonomia Dem”.

“Bene i passi in avanti compiuti fino ad oggi al tavolo delle trattative, che peraltro ribadiscono principi già scritti in Costituzione e mai attuati. Ora, dopo il big bang democratico del 22 ottobre – secondo la parlamentare democratica - c’è finalmente la possibilità di raggiungere tre obiettivi: la semplificazione della disciplina del federalismo fiscale, troppo farraginosa (legge 42 e ben 11 decreti attuativi, oltre ad una pletora di decreti ministeriali); il riordino delle basi imponibili, collegandole alle funzioni finanziate in modo da rendere effettivo il principio di responsabilità e di controllo dei cittadini sugli eletti e sull’utilizzo delle risorse; la creazione di uno spazio fiscale vero per regioni e autonomie locali, come peraltro prevede l’art. 119 Cost. quando parla di tributi propri, per superare la finanza derivata che è alla base dell’esplosione della spesa pubblica”. 

“Il Veneto è pronto a giocare questa sfida che può apportare un beneficio vero al sistema finanziario pubblico nel suo complesso, anche in termini di lotta all’evasione, di trasparenza della spesa pubblica, di miglioramento delle performance delle regioni meno virtuose. Ma deve essere messo in grado di giocare una partita vera” conclude Rubinato. 

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pubblicata il 15 febbraio 2018

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