Maroni: “C' la bozza sulla compartecipazione delle tasse e 14 materie” - Il Giornale di Vicenza

17 gennaio 2018

Pagina 7, Regione

Fare la pre-intesa? L'argomento scalda anche le fila del Pd. Il capogruppo Stefano Fracasso attacca la Cgia (con la quale ha aperta da mesi la questione su quanti siano davvero i soldi che dallo Stato tornano ai veneti in servizi e gestione pubblica, rispetto alle tasse versate): «L'invito a non firmare l'accordo sull'autonomia è quantomeno paradossale. Dopo il referendum del 22 ottobre e due mesi di trattativa serrata, è naturale che l'intesa vada chiusa con questo Governo». E i soldi? «Le risorse seguono le competenze e non viceversa, come si è raccontato durante la campagna referendaria». Toni ben diversi, come accade spesso, dalla deputata Simonetta Rubinato che nel Pd ha fondato il gruppo "Autonomia Dem". Rubinato sospetta che il sottosegretario Bressa stia convincendo Zaia ad abbassare troppo le richieste: «Da autonomista convinta, tanto da aver presentato in Parlamento un emendamento per chiedere la specialità del Veneto, sarei la prima a gioire se l'intesa andasse a buon fine, ma condivido le preoccupazioni espresse nei giorni scorsi dalla Cgia. Come è possibile, mi chiedo, che le distanze abissali da cui si è partiti siano state superate in un paio di incontri?». Per lei occorre modificare il rapporto tra tasse versate e risorse che tornano in Veneto «per rispondere ai bisogni di persone e imprese che vi abitano e vi lavorano. I veneti non si accontenteranno di quello che passa il convento romano». E mentre anche il governatore emiliano Stefano Bonaccini e quello piemontese Sergio Chiamparino sostengono che una forma ci sarà, in febbraio, a che potrebbe coinvolgere le Regioni del Nord (Veneto, Lombardia, Emilia R., Piemonte e Liguria) non è che dal dibattito ufficiale svoltosi ieri in Consiglio lombardo siano giunte notizie tali da fugare i dubbi: il presidente non ricandidato Roberto Maroni ha spiegato di aver ricevuto dal Governo «una bozza di preambolo all'intesa quadro sull'autonomia che abbiamo intenzione di sottoscrivere prima delle elezioni, in modo tale da trasferire ai prossimi governo nazionale e regionale e al prossimo Parlamento almeno una base di partenza». Nella bozza, ha detto Maroni, ci sono «aspetti veramente importanti» sul tema delle risorse, oltre a «14 materie»: la maggiore autonomia potrebbe comportare infatti l'attribuzione delle risorse alla Regione in base alla «spesa storica, che è quello che già lo Stato spende», ma anche in base alla «compartecipa- zione al gettito erariale, che è l'aspetto quasi rivoluzionario perché pone fine al sistema dei trasferimenti e si basa invece sul principio che il gettito erariale prodotto in Lombardia resta qui in una quota da stabilirsi». Questo, per Maroni, spingerà «la Regione a investire perché maggiore sarà il Pil, maggiore saranno le risorse che possono entrare nel bilancio regionale». Il nuovo sistema, ha detto Maroni, verrà «definito attraverso un comitato paritario fra la Regione e lo Stato». Ma i dubbi restano, perché "spesa storica" per il Veneto non va bene, "compartecipazione tasse" (se adeguata) sì. P.E.

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pubblicata il 17 gennaio 2018

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