Sacchetti bio, un atto di civiltà ecologica diventato un boomerang per il Governo

04 gennaio 2018

“La polemica montata sui social sul pagamento dal 1° gennaio dei sacchetti in plastica ultraleggeri testimonia quel clima rancoroso che secondo il CENSIS contrassegna oggi la società italiana. E dimostra come il Governo sia riuscito a rendere un’iniziativa dalla finalità condivisibile un boomerang comunicativo”. Lo afferma Simonetta Rubinato, parlamentare dem, che riprende le parole del Ministro Galletti: «l’entrata in vigore della normativa ambientale sugli shopper ultraleggeri è un atto di civiltà ecologica che pone l'Italia all'avanguardia nel mondo nella protezione del territorio e del mare dall'inquinamento da plastiche e microplastiche». “Ed ha ragione – insiste - quando il ministro osserva che «le polemiche sul pagamento di uno o due centesimi a busta sono un’occasione di strumentalizzazione elettorale», perché i consumatori pagavano le buste per l’ortofrutta anche prima. Ma allora perché il Governo ha fatto approvare una norma che recita testualmente: «Le borse di plastica in materiale ultraleggero non possono essere distribuite a titolo gratuito e a tal fine il prezzo di vendita per singola unita' deve risultare dallo scontrino o fattura d'acquisto  delle  merci  o  dei  prodotti  imballati  per  il   loro tramite»? Scritta così sembra che i sacchetti prima fossero regalati!”. 

L’on. Rubinato interviene poi anche su un altro aspetto della vicenda: “Mi chiedo anche perché solo ora il dicastero dell’Ambiente abbia pensato di verificare con il ministero della Salute la possibilità di consentire ai consumatori di usare sporte portate da casa in sostituzione dei sacchetti ultraleggeri. Trovo davvero surreale che in uno Stato liberale la facoltà del consumatore di portarsi da casa la sporta che gli aggrada per metterci le mele debba essere riconosciuta dalla burocrazia ministeriale. Con la conseguenza per di più che imponendo il monouso si aumenta il consumo di borse in plastica. Il che conferma che uno dei mali strutturali di questo Paese è il centralismo burocratico romano. Per fortuna - tocca dire - che c’è la Commissione europea, il cui portavoce responsabile per l’Ambiente ha nel pomeriggio chiarito che «l’obiettivo della legislazione Ue è di utilizzare le buste di plastica solo quando ce n’è davvero bisogno» e quindi per i consumatori deve essere possibile usare i propri sacchetti riutilizzabili per la spesa nei supermercati, alla faccia delle circolari ministeriali”.

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pubblicata il 04 gennaio 2018

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