Il calvario di Los Roques«Aspettiamo da 10 anni»«È colpa del Venezuela» - Corriere del Veneto

03 gennaio 2018

Pagina 9, Cronaca

PONZANO La vita di due famiglie, i Durante e i Guarnieri, si è fermata il 4 gennaio del 2008, dieci anni fa, quando da una stazione radio è stato dato l’annuncio di un aereo bimotore precipitato nelle acque di Los Roques, in Venezuela. In quell’aereo c’erano Paolo Durante, la moglie Bruna Guernieri e le loro figlie, Emma Viola e Sofia. Un’intera famiglia, partita per una vacanza tanto sognata in quel mare che, a due lustri di distanza, resta la loro tomba. L’aereo è ancora lì, inabissato a 970 metri di profondità. Insieme alle speranze di due famiglie di poter piangere i loro morti in un cimitero. «Ero in piazza quando mia moglie Paola mi chiamò – racconta Romolo Guernieri, papà di Bruna. Mi riferì che Gabriella Durante aveva sentito la notizia alla radio. Paola le aveva detto: ma vuoi che sia proprio l’aereo dei nostri i cari? Purtroppo era così e da quel momento, per noi, è iniziato un calvario di dolore e rabbia».

Da dieci anni, infatti, le due famiglie si battono perché il relitto, con i corpi dei loro cari, venga recuperato: «Li rivogliamo a casa. E finché avrò fiato non mi fermerò».

È un combattente Romolo, per questo trattiene le emozioni quando ripensa alla figlia Bruna: «Lei era sempre in viaggio. Eravamo abituati a saperla su un aereo o all’altro capo del mondo. E così era la sua giovane famiglia. Ma adesso è tempo che Bruna, Paolo e le bambine tornino a casa». Ma un calvario non è tale se non passa attraverso tappe dolorose e prolungate: «Solo per la nostra determinazione, cinque anni dopo l’incidente individuammo il relitto nel punto esatto nel quale supponevamo fosse. Perché non ci siamo mai fermati, e insieme all’Associazione Penelope abbiamo bussato a tutte le porte. Ma di anni ne sono passati altri cinque e i nostri cari giacciono ancora in fondo al mare».

Per il recupero manca il via a un’operazione per la quale l’Italia si è già impegnato stanziando 3 milioni di euro, la metà del costo previsto. A dare quel via dovrebbe essere il Venezuela. Ma la tragedia dei Durante, a Los Roques, è resa ancora più grande dalle difficoltà che le famiglie e il governo italiano hanno avuto a dialogare con le autorità del Paese.

Sul caso è intervenuta, anche con interrogazioni parlamentari, la deputata del Partito Democratico Simonetta Rubinato che proprio ieri, dopo aver preso contatti con il sottosegretario Vicenzo Amendola e Alessandro Prunas, responsabile dei rapporti con il Parlamento del gabinetto del ministero degli Esteri, ha ribadito: «Lo Stato italiano è pronto a fare la sua parte per il recupero. Ciò che rende difficile procedere è la difficoltà estrema dei rapporti con le autorità del Venezuela a causa della drammatica situazione economico-sociale del Paese e dell’isolamento creato dal regime dittatoriale. Mi è stato confermato che la questione cruciale, ovvero la compartecipazione ai costi del recupero del velivolo, per la quale lo Stato italiano ha già reso disponibili 3 milioni di euro, rimane nell’agenda bilaterale e il nostro governo la risolleverà nei futuri incontri con le autorità di Caracas. Purtroppo il regime dittatoriale nega l’esistenza della crisi, rifiutando perfino la collaborazione con il nostro Paese per garantire medicinali richiesti dai nostri concittadini là residenti. E questo rende molto incerta l’eventualità di un impegno economico al nostro fianco. In ogni caso ho chiesto aggiornamenti sugli ultimi contatti avuti dalla nostra ambasciata con il governo venezuelano».

Ma proprio alla politica è diretto il rammarico più grande di papà Romolo: «Io ringrazio i politici che ci hanno dato una mano - afferma -. Ma il loro impegno prima o poi finisce e noi ci ritroviamo sempre soli a combattere non solo con il Venezuela, ma anche con il nostro Paese – conclude Guernieri -. Siamo sempre noi a chiamare e sollecitare la Farnesina o il ministero degli Esteri affinché la questione si risolva definitivamente. È una lotta impari, ma non ci fermeremo perché vogliamo avere almeno una tomba sulla quale piangere».

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pubblicata il 03 gennaio 2018

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