SiamoVeneto: un Sì indipendentista. Nel Pd si scontrano tre linee - La tribuna di Treviso

28 aprile 2017

Pagina 13, Regione

VENEZIA. Prende il via la campagna di SiamoVeneto per il Sì al referendum del 22 ottobre al motto: «Più Veneto e Meno Italia» . Parole del capogruppo regionale Antonio Guadagnini (nella foto): «Il popolo veneto si è messo in cammino, già operativi decine di comitati». «L’immagine presente sul nostro manifesto, che sarà diffuso su carta stampata e online, è semplice e diretta: la bandiera del Veneto prende il volo staccandosi dal tricolore che la tiene legata a se», aggiunge «il nostro auspicio è che con il 22 ottobre abbia inizio un percorso che porterà il popolo veneto alla completa indipendenza. L'immagine è la metafora di una separazione, che faremo di tutto perché si concretizzi anche nella realtà. Questo referendum ha un grandissimo valore simbolico, perché rappresenta l'inizio ufficiale di un viaggio che ci porterà ad assaporare in misura sempre più accattivante il profumo della libertà»; «Sarà un primo segnale forte e formale a Roma che i veneti sono stanchi di subire la presenza di uno Stato in grado solo di alzare le tasse, aumentare la burocrazia e non garantire la sicurezza e i servizi di cui i suoi cittadini hanno bisogno». Ben diversi i toni nel Pd, dove a fronteggiarsi sono ben tre linee. «Era evidente che il tema dell’autonomia sarebbe stato lacerante per il nostro partito», commenta il deputato Simonetta Rubinato, schieratissima per il Sì «per questo avevo chiesto ai candidati alle primarie di sottoporre il quesito referendario ai nostri elettori. Ora la sintesi sarà più difficile da trovare». Un Sì più scettico e “vigile” arriva invece dai renziani, per voce di Alessandro Bisato (favorito nella corsa alla segreteria regionale) e Alessandra Moretti. Secco No sono i “giovani turchi” Graziano Azzalin e Alessandro Naccarato - «Non servirà a niente se non a garantire a Zaia una bella campagna elettorale a spese dei veneti per la modica cifra di 14 milioni, sottratti al bilancio» - mentre la senatrice Laura Puppato parla di «un’operazione di distrazione di massa» e fa sapere che non andrà a votare.

 

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pubblicata il 28 aprile 2017

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