BpVi e Veneto Banca, la fusione si raffredda - Il Giornale di Vicenza

30 giugno 2016

Pagina 11, Economia

La fusione può attendere. Ci sono tanti e tali problemi, nazionali e internazionali, che Atlante non può certo permettersi di aggiungere altra carne al fuoco di BpVi e Veneto Banca. E quindi, almeno per cominciare, i due miliardi e mezzo investiti nelle due ex popolari venete verranno gestiti, e si spera valorizzati, lasciandoli su due binari distinti. Dopo la grana di Brexit, questa sembra la strategia, per certi versi obbligata, che i nuovi Cda di Vicenza, la cui nomina sarà ratificata dall'assemblea convocata per giovedì 7 luglio, e Montebelluna (se ne riparlerà il 16 settembre) saranno chiamati ad adottare. IL GOVERNATORE. «So bene che la fusione di Popolare Vicenza e Veneto Banca non sarebbe facile - ha ribadito ieri il governatore Luca Zaia - ma è l'unica soluzione per arrivare a salvare una realtà che si identifica col territorio, evitandone lo spezzettamento: una fusione costerebbe lacrime e stridore di denti, ma la vendita sarebbe un bagno di sangue». Pur partendo da presupposti diversi, e ragionando esclusivamente sulla base di criteri economici, Alessandro Penati, presidente di Quaestio Management, la sgr cui fa riferimento Atlante, era giunto più o meno alla medesima conclusione. L'ultima tegola di Brexit, però, ha sparigliato il tavolo. VALORI. Già acquisite a prezzi più elevati di quelli che avrebbe espresso il mercato, le due partecipazioni quasi totalitarie in BpVi e in Veneto Banca hanno subito un'ulteriore tosatura virtuale (non essendo quotate in Borsa sono state risparmiate dal crollo effettivo delle quotazioni) da cui sarà difficile ripartire per creare valore. Per questo, come ha rivelato ieri Mf, l'idea della fusione è stata momentaneamente accantonata. Francesco Iorio da una parte e Cristiano Carrus dall'altra devono essere messi nelle condizioni dai rispettivi nuovi Cda, composti, almeno a giudicare dai criteri e dai nomi scelti per BpVi, da professionisti di prim'ordine, di concentrarsi sul core business. Che altro non è se non quello di "fare banca", cosa tutt'altro che scontata dal momento che arrivano da un anno vissuto sulla graticola del rafforzamento patrimoniale da portare a casa a tutti i costi, pena il bail in degli istituti. Se adesso venisse messa sulla bilancia del rilancio di BpVi e Veneto Banca anche la rogna della fusione, il motore già surriscaldato rischierebbe di grippare. Traducendo: di fusione si riparlerà, forse, quando i rispettivi bilanci torneranno a vedere la luce. VICENZA. Nel frattempo BpVi si sta preparando al cambio di marcia. Gianni Mion, prossimo presidente, Salvatore Bragantini, suo vice, e gli altri consiglieri designati da Atlante si sono incontrati con Iorio per stabilire le regole d'ingaggio. Il confronto è stato positivo e c'è la consapevolezza di dover accelerare per raggiungere gli obiettivi ambiziosi dettati dall'investitore. Piccolo inciso: per evitare l'accusa di conflitto d'interessi, è probabile che la Popolare provveda a cedere un pacchetto di sofferenze a un soggetto diverso da Atlante, tra i cui scopi costitutivi, vale la pena ricordarlo, c'è proprio la creazione di un mercato efficiente per le sofferenze. POLITICA. Nel giorno in cui a Bruxelles il premier Matteo Renzi ha sostenuto di aver messo il sistema bancario in sicurezza («Abbiamo fatto pulizia - ha detto - abbiamo fatto l'operazione banche popolari che serve ad evitare gli scandali, mi auguro che le azioni di responsabilità si facciano»), Federico Ginato, parlamentare vicentino del Pd, si è visto approvare alla Camera un ordine del giorno presentato con Simonetta Rubinato per tutelare i risparmiatori vittime dei crolli di BpVi e Veneto Banca. «Chi ha sbagliato o chi ha agito illegalmente deve pagare - ha detto Ginato - e pagare in proporzione ai danni e al dolore causato. Al governo chiediamo di attivarsi perché vengano accertate le responsabilità, anche rafforzando le risorse per l'operatività degli uffici giudiziari e istituendo una commissione parlamentare d'inchiesta o di indagine». E da questo punto di vista Atlante è sulla stessa lunghezza d'onda, dal momento che ha già chiesto al prossimo Cda di BpVi «di avviare tutti i passi necessari per l'azione di responsabilità».

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pubblicata il 30 giugno 2016

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