Via libera dalla Camera al testo di legge su commercio equo e solidale

20 marzo 2016

Giovedì 3 marzo scorso alla Camera, con 282 voti favorevoli e 4 contrari, è stato approvato il disegno di legge che per la prima volta disciplina il commercio equo e solidale in Italia, riconoscendo la straordinaria vitalità dei soggetti che operano nel settore per un’economia più giusta e solidale. L’approvazione di questo testo di legge (clicca qui per leggerlo) suggella oltre 30 anni di impegno volontario e spontaneo dal basso di numerosi soggetti della società civile che da anni praticano, sostengono e diffondono questa pratica anche in Italia e ora stanno affrontando nuove sfide per mettere sempre più in rete non solo i produttori del Sud del mondo, ma anche altri fenomeni innovativi e pratiche di economia sociale a livello nazionale, quali il commercio dei prodotti delle terre liberate dalla mafia, dei prodotti carcerari, dei prodotti a km 0 e più in generale i prodotti realizzati da produttori italiani secondo i principi del CES. Il tema di un prezzo equo per il proprio lavoro non riguarda più solo il Sud del mondo, ma anche i tanti ‘sud’ che oramai si trovano anche nel Nord del pianeta. Per questo sono convinta che potrà sempre più interessare nel prossimo futuro anche il nostro territorio. Penso ad es. ai piccoli produttori di latte italiano che, a causa del prezzo bassissimo riconosciuto dal mercato, sono costretti a chiudere le stalle, impossibilitati a continuare a lavorare sotto costo.

Una volta che il testo sarà approvato anche dal Senato, puntando sulla responsabilità sociale dell’impresa e soprattutto sulla responsabilità sociale del consumatore, il commercio equo consentirà anche a ciascuno di noi di provare a rendere il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato.

Come ho ricordato, intervenendo in Aula (clicca qui) durante la discussione sul provvedimento, l’ossatura principale del testo è costituita dalla proposta di legge a mia prima firma (clicca qui), che raccoglie il lavoro svolto nella precedente legislatura del collega Lino Duilio. Di questo testo ero anche relatrice del parere in Commissione Bilancio, dove siamo riusciti a far sì che l’iniziale copertura prevista in un milione di euro per il solo 2016 sia diventata permanente anche per gli anni futuri.

Come spiegato dal documento redatto dal Servizio studi alla Camera (clicca qui), per commercio equo e solidale si intende un rapporto commerciale con un produttore in forza di un accordo basato sul dialogo, sulla trasparenza, sul rispetto e la solidarietà, finalizzato all'equità nelle relazioni commerciali.
Un accordo di commercio equo e solidale è un accordo di lunga durata stipulato con un produttore allo scopo di consentire, accompagnare e migliorare l'accesso al mercato di quest'ultimo. Deve prevedere alcune specifiche caratteristiche, in particolare: il pagamento di un prezzo equo, misure a carico del committente per il graduale miglioramento della qualità della produzione e in favore dello sviluppo della comunità locale, il progressivo miglioramento dei livelli di impatto ambientale della produzione, l'obbligo del produttore di garantire condizioni di lavoro sicure e di remunerare in maniera adeguata i lavoratori e di rispettare i diritti sindacali. Tre quindi sono i contenuti principali della proposta di legge: il primo è la definizione precisa di ciò che è commercio equo e solidale, con l'accento sul ruolo delle organizzazioni che lo promuovono. Il secondo aspetto è la tutela: nei confronti del movimento, nel contrasto agli abusi, nel rispetto del consumatore. Il terzo aspetto è la promozione: le risorse messe a disposizione – un milione l’anno a partire dal 2016 - sono volte a sostenere a tutti i livelli il fair trade. 


 

PER UN APPROFONDIMENTO VEDI ANCHE:

- IL DOSSIER SUL DISEGNO DI LEGGE PREDISPOSTO DAL SERVIZIO DOCUMENTAZIONE E STUDI DEL GRUPPO PD

- RASSEGNA STAMPA SULL'APPROVAZIONE DELLA LEGGE

- L'ARTICOLO DE LA VITA DEL POPOLO "COMMERCIO EQUO. UNA LEGGE MADE IN TREVISO"


pubblicata il 10 marzo 2016

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