Ci difendiamo da soli Le penne nere gelano il capo padano - La Tribuna di Treviso

18 agosto 2015

Pagina 3, Primopiano

TREVISO «Caro Matteo, giù le mani dagli alpini». E, magari, anche dai vescovi. È il monito – trasversale – che arriva al leader della Lega Nord. A cominciare proprio dall’Ana, per finire col Pd. «Salvini? Che cosa c’entra con noi», taglia corto Raffaele Panno, presidente dell’Ana di Treviso, che anche in questi giorni si sta adoperando per preparare al meglio la candidatura trevigiana per “l’Adunata del Piave” nel 2017. A non ammettere intrusioni è il direttore de l’Alpino, Bruno Fasani, che è anche un sacerdote (sì, proprio colui che in tivù rimproverò al suo vescovo, monsignor Giuseppe Zenti, di avere sostenuto una veronese candidata alle Regionali con Zaia): «Gli alpini non hanno bisogno di difensori», non gliele manda a dire, Fasani a Salvini, «ci difendiamo molto bene da soli, senza che qualcuno si serva di noi per ragioni che nulla hanno a che vedere con i nostri ideali di civiltà, solidarietà e fratellanza universale». «Ma in che Paese viviamo. Vogliono cancellare le nostre tradizioni, la nostra cultura. Ma vi sembra normale una cosa del genere?», aveva insistito su Facebook Barbara Saltamartini, deputata della Lega Nord. Nei giorni scorsi, proprio a Cison, don Fasani aveva dichiarato: «È inaccettabile e sa di scusa che non si permetta di leggere la preghiera dell’alpino nelle chiese, anche la Bibbia parla di eserciti e di armi...». Don Bruno aveva poi tuonato contro quei politici che con gli alpini «vanno all’incasso» e aveva raccomandato ai sindaci di dialogare con tutti e ad essere sindaci di tutti, anche di chi non la pensa come loro. Ma è anche l’ex sindaco di Treviso, l’alpino Giancarlo Gentilini, a prendersela col «comportamento vergognoso di quei parroci» che offendono la dignità alpina. La senatrice Simonetta Rubinato (Pd) coglie invece la circostanza per invitare tutti alla responsabilità: «Mi auguro che venga fatta definitivamente chiarezza tra la diocesi di Vittorio Veneto e l'Ana in ordine alle disposizioni liturgiche relative alla preghiera degli alpini», afferma, «preghiera le cui parole vanno contestualizzate tenendo conto di quando è stata scritta e di che cosa rappresenta. Del resto ci sono brani dell'Antico Testamento che contengono frasi feroci su armi e nemici, eppure non per questo vengono censurati nelle chiese». Rubinato ricorda, inoltre, che il Vangelo insegna che nell'interpretare le norme occorre mettere il bene della persona al di sopra dello zelo nella loro applicazione: «Non l'uomo è fatto per la legge, ma la legge per l'uomo». Principio evangelico, insiste l’esponente del Pd, «applicato anche all’accoglienza degli immigrati proprio da quei vescovi che secondo Salvini, cattolico a corrente alternata, rompono le ‘palle’ ai sindaci». Ecco perché «tra il difendere la preghiera degli alpini e la strumentalizzazione politica che ne fa il segretario della Lega c'è una bella differenza», conclude Rubinato, «peraltro trovo Salvini stanco e ripetitivo: sotto le sue continue sparate, il nulla». (f.d.m.)

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pubblicata il 18 agosto 2015

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