Veneto, l'Idv corre alle primarie - Il Gazzettino

06 novembre 2014

Pagina 7, Primopiano

Regionali 2015 in Veneto, nel centrosinistra adesso saranno davvero primarie di coalizione: oltre alle due donne del Pd, Alessandra Moretti e Simonetta Rubinato, ci sarà la quota azzurra garantita dall’Italia dei valori. Partito dove già si ironizza: visto che nel Pd continuano a litigare, nel caso si facessero male siamo qui noi. Perché il terzo candidato in lizza per sfidare il leghista Luca Zaia, sarà il medico padovano Antonino Pipitone, capogruppo dell’Idv in consiglio regionale.

Contrariamente a Rifondazione e Sel, Italia dei valori ha deciso infatti di partecipare con un proprio uomo. Una scelta votata ieri sera dall’assemblea regionale tenutasi a Padova, alla presenza del commissario Salvatore Smeraglia. Una scelta che però non ha registrato l’unanimità. Una parte del partito (tra cui il consigliere regionale Gennaro Marotta) era orientata a partecipare alle primarie del Pd per sostenere una delle due candidate, Moretti o Rubinato. Altri, tra cui Pipitone, erano invece dell’idea di partecipare alle primarie con un proprio candidato. «Abbiamo accettato la sfida, anche se è difficile perché il tempo per raccogliere le 4mila firme è davvero poco - ha detto Smeraglia - Ma queste primarie saranno l’occasione per presentare ai veneti la nuova Italia dei valori». Per la presentazione ufficiale del candidato Pipitone - 52 anni, medico specializzato in endocrinologia, già consigliere comunale e assessore a Padova, dal 2010 consigliere regionale - è atteso in Veneto il segretario nazionale, Ignazio Messina.

Nel Pd, intanto, il confronto si fa sempre più acceso, tanto lo stesso segretario regionale Roger De Menech si è lasciato coinvolgere usando termini tipici di una "guerra", non di una elezione interna alla coalizione: «I candidati alle primarie del centrosinistra mettano al centro del loro mirino la gestione Galan-Zaia, non il collega di partito o di coalizione». Chiaro il riferimento a Rubinato che ieri, in una intervista, ha fatto presente che alle recenti Europee il Pd e la stessa Moretti avevano assunto precisi impegni con gli elettori circa la necessità di costruire una sorta di ponte tra il Veneto e l’Europa: «Non so, sotto questo profilo, quanto sia opportuna la scelta di correre per la Regione, c’è il rischio di ricadute anche sul partito». Al che è intervenuto De Menech: «Da segretario non accetterò una campagna tesa a denigrare i colleghi». Ma Rubinato, che giusto dieci giorni fa era stata attaccata da Chiara Tullio, assessore a Roncade, non è stata zitta: «Se il segretario si riferisce agli attacchi personali e denigratori che mi sono pervenuti nei giorni scorsi a mezzo stampa da amministratori del Pd locale, ha ragione a rivendicare il suo ruolo di mediatore».

Intanto Alessandra Moretti sembra fare spallucce alle contestazioni per le sue continue candidature. Su Facebook, a chi è tornato a chiederle se si dimetterà da parlamentare europea prima della nuova campagna elettorale, ha risposto così: «Se lo fa anche Zaia lo faccio anch’io! va bene dai su...».

E se il senatore Giorgio Santini conferma il sostegno a Moretti («Le primarie dovevano essere decise tempo fa, non mi sono candidato per esprimere il mio dissenso»), la collega Laura Puppato è durissima: «Purtroppo siamo partiti col piede sbagliato, il risultato è falsato in partenza: Alessandra Moretti è il candidato 'ufficiale’».

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pubblicata il 06 novembre 2014

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