Referendum autonomia Veneto, un'altra presa in giro

12 giugno 2014

"C'è solo una strada per dare al Veneto maggiore autonomia: quella scritta dal 2001 nella Costituzione, all'art. 116 terzo comma, ovvero l'intesa con cui lo Stato riconosce ad una Regione forme e condizioni ulteriori di autonomia, attraverso una negoziazione oggi accelerata dalla norma che ho inserito con un mio emendamento nell'ultima legge di stabilità, che dispone che il Governo si attivi nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della richiesta della Regione. Cosa ha fatto il Centro Destra che governa il Veneto per attuare questa possibilità sino ad oggi? Nulla di nulla. Solo perso tempo in discussioni e votazioni su proposte senza alcun costrutto, motivate solo da scopi propagandistici". L'on. Simonetta Rubinato, da sempre in prima linea per la battaglia dell'autonomia del Veneto, boccia senza mezzi termini la proposta di legge, approvata ieri dal Consiglio regionale, per l'indizione di un referendum per chiedere ai veneti se vogliono maggiore autonomia e risorse.

"Mi domando: c'è bisogno di un referendum per questo? Ma in che lingua ce lo devono dire i veneti che aspirano all'autogoverno riconosciuto alle due regioni confinanti? Perciò la proposta del Centrodestra di contrattare con lo Stato centrale i quesiti di un tale referendum è solo una perdita di tempo e risorse, tanto più che è incostituzionale, come già risulta dalla sentenza n. 496 del 2000 della Corte Costituzionale. Si tratta di una presa in giro dei veneti da parte della maggioranza regionale del Centrodestra - conclude la parlamentare - quando invece il presidente Zaia e il consiglio regionale dovrebbero sostenere con fatti concreti e facendo squadra la proposta che come parlamentari stiamo portando avanti perché nella riforma del titolo V sia favorita la possibilità di riconoscere maggiore autonomia alle regioni che presentano idonei indici di virtuosità".

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pubblicata il 12 giugno 2014

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