Crescita e rigore, dal DFP nessuna risposta alle priorità del Paese

16 ottobre 2010

Durante la settimana in Aula si è svolta la discussione generale dello Schema della decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 (Doc. LVII n. 3). Il gruppo del Pd ha espresso un voto negativo sulla Decisione di finanza pubblica presentata dal governo perché si limita a certificare l'ulteriore deterioramento dei conti pubblici (a causa delle Amministrazioni centrali e non certo di quelle locali, visto che, nonostante i tagli pesantissimi subiti da queste ultime, il debito pubblico ha toccato ad agosto il record di 1.843 miliardi di euro secondo Bankitalia), senza affrontare ancora una volta con serietà ed efficacia le due priorità del Paese, cioè il sostegno alle famiglie e alle imprese per la crescita e l'attuazione di un rigore selettivo ed effettivo nei conti pubblici.

L'Italia ha bisogno di una politica economica che guardi allo sviluppo come obiettivo irrinunciabile. Né la Dfp, né la Legge di Stabilità che il governo ha approvato giovedì scorso (definendola 'leggera') prevedono misure in grado di far fronte a queste primarie esigenze del nostro Paese.

 

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pubblicata il 16 ottobre 2010

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