Imprese e Comuni, coro di consensi Gentiloni: in gioco servizi migliori - Corriere del Veneto

01 marzo 2018

Pagina 2, Primopiano

Venezia «Più autonomia per tutti». A dover riassumere il D-Day dell’autonomia di ieri segnato dalla firma della pre intesa fra governo, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, basterebbe questo slogan. Nella ridda di reazioni alla firma di Palazzo Chigi, infatti, non se ne trova una di segno contrario. Dall’Anci alle associazioni di categoria passando per l’intero arco costituzionale (evidentemente carburato dagli ultimi scampoli di campagna elettorale) è un «sì» corale e senza tentennamenti (o quasi).

Di più, l’apertura quasi evangelica (M5S incluso) è all’allargamento di strumenti autonomisti per tutte le regioni italiane. Che lo predichi da giorni Renato Brunetta (FI) si spiega forse con l’appeal quasi modaiolo del tema autonomia, che Matteo Salvini dica: «Giornata storica: è solo il primo passo per la trasformazione dell’Italia in un Paese moderno, efficiente e federale. Al governo sosterrò le autonomie convocando i tavoli delle regioni da Nord a Sud che lo vorranno per arrivare alle singole intese nel più breve tempo possibile» sancisce una sorta di ecumenismo federalista.

Intanto, ieri, il premier Paolo Gentiloni, era atteso in Regione Emilia Romagna per parlare di fondi Cipe ma anche di autonomia: «Grande soddisfazione per un passo preliminare ma importante per un percorso che dovrà trovare nella prossima legislatura il suo completamento». Il premier ha aggiunto: «non sono in gioco egoismi ma servizi di migliore qualità per tutti i nostri cittadini: il Governo ne è convinto come è convinto che l’Italia unita abbia bisogno di autonomie più forti e efficaci». Tanto per chiudere il cerchio, il Pd nazionale si affida al suo vicesegretario Maurizio Martina che ricorda come l’impegno del governo sul tavolo dell’autonomia sia stato «serio e determinante» e come l’Emilia rossa sia stata più virtuosa avendo risparmiato i soldi per il referendum. Su scala regionale, Alessandro Bisato segretario dem commenta «questa firma sancisce il definitivo tramonto del programma secessionista della Padania». Gli fa eco il capogruppo Pd in Regione, Stefano Fracasso che nella pre intesa ravvisa «il riconoscimento dei valori unitari del nostro Paese». E dal Pd è una valanga. Laura Puppato, sottolinea il fair play di Zaia nel riconoscere il giusto merito al governo. Più pungente l’ex dem ora (ora Civica Popolare) Simonetta Rubinato: «Ad oggi il Veneto ha perso Sappada e il controllo di Veneto Strade». Sceglie lo slogan «Facciamo squadra per l’autonomia» Antonio De Poli (Noi con l’Italia Udc). Profonda soddisfazione della Lega veneta che parla per bocca di Roberto Ciambetti, presidente del consiglio regionale: «L’autonomia si conquista giorno dopo giorno. Ed è un bel modo per celebrare il Capodanno veneto». E l’assessore regionale Elena Donazzan chiosa: «La firma di oggi non può che essere un primo risultato per la piena autonomia del Veneto».

Secondo il segretario della Cgil Christian Ferrari «si è sgombrato il campo dai rischi della regionalizzazione dei rapporti di lavoro delle richieste iniziali con un risultato equilibrato». Maria Rosa Pavanello, presidente dell’Anci, rivendica fin da subito più poteri e più risorse per i Comuni veneti. Via libera anche dalle Camere di commercio venete che ricordano come il 40,5% del Pil e il 54,5% dell’export italiano arrivino proprio dalle tre regioni «autonomiste». Per Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Veneto «è un ottimo inizio, presupposto per la crescita del territorio». Massimo Zanon di Confcommercio parla di «passo storico verso una più equa distribuzione delle risorse» così come Marco Michielli di Confturismo.

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pubblicata il 01 marzo 2018

 
 
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