Via libera ai pagamenti dei crediti alle imprese. Accolto un mio odg su revisione Tares

18 maggio 2013

taresNei giorni del 14 e 15 maggio scorsi l’Aula è stata impegnata nell’approvazione del decreto legge che sblocca 40 miliardi di pagamenti della PA alle imprese grazie al via libera dell’Unione Europea ottenuto dal Governo Monti. Per un approfondimento sui suoi contenuti vi rimando al dossier preparato dall’Ufficio legislativo del PD (clicca qui). Un provvedimento molto atteso anche dal comparto delle costruzioni edili, come ho avuto modo di constatare partecipando, il 15 maggio, alla conferenza organizzata dall’Ance nazionale a Roma per dare notizia dell’incarico conferito da Bruxelles alla predetta associazione di categoria per monitorare l’attuazione della Direttiva europea sui pagamenti. Sono intervenuta nel dibattito sottolineando che il decreto pagamenti è solo un primo passo, anche se importante, per ripristinare in Italia le regole di uno Stato di diritto. Ma che in uno Stato normale il monitoraggio sull'attuazione delle direttive europee dovrebbe farlo la Pubblica Amministrazione. Il che conferma che occorre riformare radicalmente la pubblica amministrazione italiana affinché sia di supporto e non di intralcio all'attività di imprese e ai bisogni dei cittadini. E occorre finalmente superare il cattivo centralismo, che ha dissanguato gli enti virtuosi e coperto invece le perdite di quelli irresponsabili, per attuare un federalismo responsabile che dia certezza di risorse adeguate ed allenti il patto di stabilità per gli enti locali virtuosi affinché possano aprire dei cantieri creando lavoro e garantire i servizi essenziali alle persone e famiglie. Meno vincoli e più controlli e sanzioni certe: è questo che deve fare lo Stato.

Durante la discussione in Aula del decreto pagamenti ho presentato un ordine del giorno (clicca qui), accolto dal Governo, con cui chiedo radicali modifiche in sede di revisione della Tares. Il tributo come oggi impostato, oltre a suscitare forti dubbi sulla sua costituzionalità, in quanto imposta destinata alla copertura di servizi indivisibili, come l'illuminazione delle strade o la polizia municipale, che dovrebbero essere già coperti da addizionale Irpef ed Imu, rischia di disincentivare i comportamenti virtuosi maturati in molti territori del nostro Paese, mandando a monte anni di lavoro di Comuni ed Enti di gestione dei rifiuti orientato ad una migliore efficienza ambientale. Per un servizio come quello sui rifiuti, la tariffa più equa, razionale e in linea con le norme comunitarie (secondo il principio che chi più inquina più paga) è infatti quella commisurata ai rifiuti prodotti e al servizio reso. La critica alla Tares è stata ribadita nel bel convegno organizzato dal Consorzio Priula, Consorzio TV3 e Contarina spa a Treviso  il 24 maggio scorso, a chiusura della settimana Green week  delle Venezie, sul tema “Rifiuti: eccellenze da raccontare”: “Questa tassa è sbagliata, perché deresponsabilizza i cittadini e ci fa tornare indietro di vent’anni nelle politiche ambientali” ha affermato il direttore dei due Consorzi Paolo Contò (clicca qui).

pubblicata il 18 maggio 2013

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