Crisi Benetton ed Electrolux: servono sinergia e un freno alle delocalizzazioni

07 febbraio 2013

delocalizzazioneL'annuncio degli esuberi da parte di Benetton ed Electrolux (clicca qui) conferma come la crisi occupazionale sia l'emergenza economica e sociale alla quale può essere trovata risposta solo attraverso una forte collaborazione tra istituzioni, sindacati e organizzazioni imprenditoriali: nell'immediato vanno attuate le necessarie misure di protezione dei lavoratori, ma insieme occorre aiutare, con misure concrete di politica economica e industriale, il nostro sistema produttivo a riposizionarsi nel contesto della competizione globale, essendo ineludibile una sua profonda ristrutturazione. Dopo aver appreso la notizia degli esuberi dai giornali, mi sono messa subito in contatto con il ministero dello Sviluppo economico per capire che si sta facendo: sul fronte Electrolux il tavolo nazionale è già convocato e sta lavorando, visto che ministero e sindacati erano stati informati già da qualche settimana dei nuovi esuberi. Sul fronte Benetton, ad oggi, non è stata avanzata alcuna richiesta di convocazione di un tavolo nazionale, forse perché sino ad oggi le parti hanno preferito gestire le trattative a livello territoriale. In ogni caso il Ministero si è detto disponibile ad attivarsi in tal senso.

E' comunque urgente intervenire anche sul piano normativo: circa un anno fa ho consegnato al Ministro Passera una proposta di legge per salvaguardare l'interesse erariale, sociale ed economico del nostro Paese in caso di delocalizzazione delle grandi aziende, attraverso una disciplina precisa del prezzo di trasferimento applicabile alle organizzazioni transfrontaliere, sull'esempio della legislazione tedesca introdotta nel 2008 che ha posto un freno al fenomeno. Mi auguro che sia portata avanti dal nuovo Governo.

pubblicata il 07 febbraio 2013

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