Indennità parlamentari commisurate allo standard europeo

06 ottobre 2012

indenn_parlamPer ridare credibilità alle assemblee legislative (e riconquistare ad esse l’autorevolezza che consenta loro di rappresentare al massimo livello istituzionale i cittadini-elettori) è sempre più urgente, di fronte alle incredibili malversazioni di denaro pubblico da parte di alcuni eletti e al dilagare della conseguente generalizzazione sulle "ruberie della casta", che siano fissati standard adeguati di sobrietà, trasparenza e corretta amministrazione delle risorse messe a disposizione di ciascun parlamentare o consigliere regionale e dei rispettivi gruppi per lo svolgimento del mandato. Il Parlamento avrebbe dovuto già da tempo intervenire su questa materia con norme di rango legislativo, le quali dettino parametri chiari, certi e durevoli. Al contrario di quanto prescrive l'articolo 69 della Costituzione, tale disciplina è invece oggi affidata ad una pluralità di fonti, non sempre facilmente accessibili e per di più difformi tra i due rami del Parlamento, nonostante le identiche funzioni svolte da deputati e senatori. Per non parlare delle ingiustificate e intollerabili difformità che si possono riscontrare tra i Consigli regionali delle diverse regioni. Una recente proposta di iniziativa popolare (clicca qui), che avevo sottoscritto anch’io insieme a tantissimi altri cittadini (clicca qui) ha avuto il merito di fissare il tema nell'agenda dei lavori parlamentari, ma per come è scritta rischia di essere liquidata come inapplicabile. Il collega Salvatore Vassallo ha scritto quindi un progetto di legge organico, che ho deciso di sottoscrivere anch'io (clicca qui), per dare attuazione al principio contenuto in quella proposta di iniziativa popolare (ovvero l'adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennità degli eletti). Il testo depositato include anche una delega al Governo per il riordino della materia delle indennità con riferimento a tutte le altre cariche rappresentative e presso autorità, agenzie e commissioni indipendenti per le quali era stato previsto dallo stesso Governo un adeguamento in base a "parametri europei" che non c'è più stato.

La relazione alla stessa contiene una fedele ricognizione dello stato attuale e un documento del Parlamento europeo in cui è riportato il risultato di uno studio sulla entità "media" delle indennità riconosciute ai parlamentari dei principali paesi europei. Per intendersi, quello stesso dato che una commissione recentemente istituita presso l'Istat non era riuscita a fornire!

pubblicata il 06 ottobre 2012

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