Passi in avanti della Camera verso trasparenza e rigore

03 ottobre 2012

parlamentoMartedì 2 ottobre scorso la Camera ha approvato il testo unificato delle proposte di legge Codurelli ed altri e Cazzola ed altri per disciplinare il rapporto di lavoro tra i membri del Parlamento e i loro collaboratori (S. 3508) (clicca qui), che passa ora al vaglio del Senato. Il testo votato si ispira al cosiddetto modello europeo che introduce il vincolo di destinazione delle risorse per lo staff e il pagamento diretto da parte del Parlamento di un contratto di lavoro che resta di natura fiduciaria. Se ora anche il Senato dimostrera' la medesima solerzia, e gli uffici di Presidenza recepiranno la legge, e' davvero a portata di mano la possibilita' che dalla prossima legislatura scompaia finalmente il sospetto della presenza di lavoro nero o malpagato in Parlamento. Un simile intervento - in questo particolare momento - deve porsi come paradigma per la gestione dei fondi pubblici secondo criteri di trasparenza, equita' e razionalizzazione. L'era del ''portaborse'' sembra essere davvero al tramonto.

Nella stessa giornata l'Assemblea ha approvato il Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2011 (Doc. VIII, n. 9) (clicca qui) e il Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2012 (Doc. VIII, n. 10) (clicca qui). Come potete evincere dall’allegata relazione inviata ai deputati del Pd dal Questore Albonetti (PD) prima della discussione in Aula (clicca qui), la Camera con questo provvedimento contribuisce alla spending rewiev delle Pubbliche Amministrazioni con una decurtazione di 50 milioni di euro l’anno alla propria dotazione per il prossimo triennio 2013-2015 (per complessivi 150 milioni), con tagli strutturali molto più forti degli anni scorsi. E’ infatti la prima volta che dal 1961 il Parlamento riduce le entrate a carico dello Stato, mentre la spesa aveva cominciato a scendere già da quest’anno, tornando al livello del 2006.

Per conseguire questo risultato il collegio dei Questori ha operato: 1) sul costo dei deputati in carica (pari all’8% del bilancio, allineando il trattamento alla media europea, v. in dettaglio la relazione allegata); 2) sul costo del personale (alla fine del 2015 i dipendenti della Camera, che oggi sono 1.500 unità, scenderanno a 1.200, contro i 1.970 del 2007; le curve salariali scenderanno del 20%, il taglio di 13 milioni l’anno resta confermato, come il blocco degli scatti e il contributo di solidarietà); 3) sul costo dei beni e servizi (meno 14 milioni di euro per gli affitti, riduzione degli standard di servizio e progressiva riduzione sino a zero del costo ristorante).

Alcuni ordini del giorno dei radicali (ai quali ho votato a favore, in difformità dal gruppo del Pd) che chiedevano, ad es., di pubblicare i nomi degli assistenti parlamentari (parere contrario della presidenza per la privacy) e  di tagliare le spese per l’assistenza sanitaria quotidiana dei deputati sono stati respinti.

Invece è passato l’ordine del giorno dell’ex An Laboccetta per liquidare la Fondazione della Camera, oggi presieduta da Bertinotti: bei locali in un palazzo dietro Montecitorio, vari convegni di studio e personale ad hoc per la bisogna. Fini ha dato il placet e così di fatto è stato tagliato non solo una sorta di «paracadute» per gli ex numeri uno, ma anche 2 milioni di euro di spese.

Sono salvi invece pure stavolta i vitalizi degli ex deputati, che resistono malgrado l’abolizione del vitalizio. Ma quelli degli ex «non possono essere cancellati con un semplice ordine del giorno in evidente contrasto con i principi della giurisprudenza della Consulta», ha spiegato Fini, così dichiarando inammissibile la proposta dei dipietristi, che non abbiamo potuto votare. E’ invece passato l’odg di Borghesi per la pubblicazione degli stipendi apicali sul sito, specie quelli del personale e dei suoi massimi dirigenti.

L’approvazione del disegno di legge sui collaboratori parlamentari e dei tagli al bilancio triennale della Camera fanno seguito al via libera al controllo esterno sui bilanci dei Gruppi parlamentari già votato dall’Assemblea due settimane fa (clicca qui). Martedì 25 settembre scorso la Camera ha infatti approvato la proposta di modifica del Regolamento sui contributi ai Gruppi con 479 sì, un voto contrario e 9 astenuti. Personalmente ho votato a favore anche delle proposte emendative rafforzative dei Radicali, che tuttavia non sono state approvate dall'Aula. Le norme approvate costituiscono comunque un nuovo sistema di maggiore controllo e maggiore trasparenza sui bilanci dei gruppi parlamentari, che dovranno avvalersi di società di revisione esterna per il loro rendiconto annuale. Le norme entreranno in vigore non appena adottate dall'Ufficio di presidenza della Camera, il quindicesimo giorno dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Mi auguro che la Presidenza proceda con la massima rapidità, senza aspettare il termine della prossima legislatura.

pubblicata il 03 ottobre 2012

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