25 anniversario di fondazione dell'associazione A.V.I. Onlus

16 settembre 2012

aviHo fatto pervenire al presidente Francesco Tartini e ai soci dell’Associazione A.V.I. Onlus di Montebelluna (clicca qui) il mio apprezzamento e le mie felicitazioni personali, oltre a quelle di tutta l’Amministrazione di Roncade, per il traguardo raggiunto di ben 25 anni di impegno nel settore della cooperazione internazionale. Come componente della Commissione Bilancio alla Camera ho potuto anche personalmente verificare la qualità di alcuni progetti di A.V.I., che sono riusciti ad ottenere dei finanziamenti statali.

Purtroppo non possiamo ignorare che gli stanziamenti previsti a favore della legge n. 49 del 1987, in materia di cooperazione allo sviluppo, hanno registrato, come è noto, nel nostro Paese un trend allarmante negli ultimi anni, passando dai 732 milioni di euro stanziati nel 2007 per l'anno 2008 - ultimo anno del Governo Prodi - fino ai 75 milioni di euro stanziati con la legge finanziaria per l'anno 2011,  senza che siano intervenute significative modifiche nel corso del 2012, atteso l’aggravarsi della situazione finanziaria. Numeri questi che purtroppo segnano la sostanziale fine della cooperazione bilaterale italiana allo sviluppo.

Questi dati incidono in maniera gravissima anche sul ruolo dell'Italia nell'ambito della cooperazione allo sviluppo portata avanti dall'Unione europea e dal sistema delle Nazioni Unite, e più in generale sulle politiche di vicinato, nelle quali è interesse e dovere dell'Italia essere impegnata, specie alla luce degli avvenimenti occorsi nell'area del Mediterraneo. Proprio le vicende che nello scorso anno hanno attraversato i vicini Paesi del Nord Africa, nonché gli ultimi gravi e sanguinosi fatti di cronaca internazionale, hanno riproposto con forza il tema delle potenzialità positive per il nostro Paese connesse ad una efficace attività di cooperazione allo sviluppo, e della necessità di avere una forte cooperazione bilaterale in queste aree da mettere in sinergia con l'attività e il finanziamento dello sviluppo portato avanti dall'Unione europea, che dovrebbero produrre un significativo impatto in queste realtà sociali, senza dimenticare che anche dalla mancanza di efficaci politiche di sviluppo derivano i forti e inattesi flussi migratori, innanzitutto verso l'Italia. Pur senza considerare la cooperazione allo sviluppo come l'unico strumento possibile atto a contenere i flussi migratori, non vi è dubbio infatti che una cooperazione efficace, trasparente e posta in sinergia con quella portata avanti dall'Unione europea - e pensata all'interno di rinnovate politiche di sviluppo comunitarie -, può produrre un significativo impatto nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo attualmente impegnati in difficili e complesse transizioni verso la democrazia.

Proprio in questo quadro sostanzialmente negativo risulta tanto più preziosa e significativa l’opera dell'A.V.I. in progetti di solidarietà a difesa della dignità delle persone nei  luoghi ove i diritti umani vengono ancora oggi negati.

pubblicata il 16 settembre 2012

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