Decreto Sviluppo: accolto il mio ordine del giorno a favore del comparto degli elettrodomestici

03 agosto 2012

dl_sviluppoDalle modifiche della riforma del lavoro agli incentivi per le auto elettriche, passando per l'Iva di cassa per le Pmi, la fine dell'emergenza in Abruzzo e gli aiuti concessi all'Emilia Romagna. E' un insieme variegato di norme il disegno di legge di conversione del Decreto sulle misure urgenti per la crescita del Paese (clicca qui), approvato mercoledì 25 luglio in prima lettura a Montecitorio (382 sì e 68 no), su cui nella mattinata dello stesso giorno il governo aveva anche ottenuto il via libera alla questione di fiducia con 475 sì e 80 no. Il testo è stato quindi approvato definitivamente venerdì 3 agosto scorso senza modifiche dal Senato, con 216 voti a favore.

Il decreto Sviluppo è stato esaminato dalle commissioni Attività Produttive e Finanze di Montecitorio che hanno dovuto passare al vaglio 485 emendamenti (meno della metà di quelli rimasti dopo l'esame di ammissibilità). Come era accaduto per il Fiscal compact la settimana prima, anche in questa occasione i deputati del Pdl hanno dato prova di scarso senso di responsabilità in un momento di grave emergenza per il nostro Paese:  quasi metà del gruppo, infatti, non ha partecipato al voto. Stando ai tabulati della Camera, solo il 56 per cento dei 209 appartenenti al gruppo presieduto da Fabrizio Cicchitto hanno preso parte alla votazione.

Il nostro voto a favore, come ha spiegato il collega Marco Causi nella dichiarazione di voto sulla fiducia (clicca qui), pur incalzando il Governo a fare di più e meglio soprattutto sul fronte dell'occupazione e della tutela delle fasce più deboli, è frutto della consapevolezza che il lavoro per le riforme e per l'equità è appena cominciato e dovrà durare ancora a lungo, certamente al di là della presente legislatura. Un obiettivo per il quale tutte le forze politiche responsabili devono dare la garanzia di continuare a impegnarsi, anche nel dopo Monti, considerato come ci sta penalizzando la situazione di incertezza politica nei mercati internazionali, di cui è testimone l'altalena dello spread.

Durante i lavori in Aula sono intervenuta (clicca qui) per presentare l'ordine del giorno con il quale ho proposto un pacchetto di misure per rilanciare il settore del bianco, che con i suoi 130 mila lavoratori è il secondo comparto manifatturiero in Italia dopo quello dell'auto ed il primo nel Nordest (clicca qui). Come la possibilità di estendere la detrazione per la ristrutturazione edilizia degli edifici, prevista dall'art. 11 del decreto Sviluppo, anche all'acquisto di elettrodomestici da incasso di classe energetica non inferiore ad A+. O ancora intervenire sul costo dell'energia, che va contenuto attraverso l'introduzione di regimi tariffari speciali per i grandi consumatori industriali di energia elettrica, fra cui vi è l'industria del bianco che presenta una notevole incidenza del costo dell'energia sul costo finale. Infine il Governo può sostenere, anche mediante incentivi fiscali, l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo del settore, favorire l'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese del settore e contrastare in modo più efficace la concorrenza sleale, intensificando i controlli sui prodotti importati. Nell'illustrazione ho ricordato al Governo l'impegno già assuntosi - e non ancora assolto - di convocare al più presto un tavolo nazionale con i produttori per rilanciare un comparto che in dieci anni ha visto crollare la produzione da 30 a 15 milioni di pezzi e che ad oggi registra oltre 5 mila esuberi. Tra gli stabilimenti colpiti dalla crisi figura l'Electrolux di Susegana, anche se nei giorni scorsi abbiamo appreso una buona notizia, ovvero che l'azienda ha disposto il ritorno al lavoro di tutti i 1.300 addetti dello stabilimento trevigiano dalla cassa integrazione, allo scopo di evadere a pieni ranghi gli ordinativi richiesti da alcuni grandi clienti, come l'Ikea (clicca qui). Una boccata di ossigeno, ma perché non si tratti solo di un fuoco di paglia occorre che sia messa in campo una strategia industriale (che riguardi l'intera filiera della casa, dalla ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici al mobile e all'elettrodomestico).

L'ordine del giorno ha fatto seguito a una serie di emendamenti (non accolti) che ho presentato al Decreto sviluppo (clicca qui), proprio per ampliare il plafond delle detrazioni previste per le ristrutturazioni edilizie anche all'acquisto di elettrodomestici da incasso di classe energetica non inferiore ad A+, per istituire un Fondo per ecoprestiti senza interessi per ristrutturare e riqualificare sul piano energetico gli immobili residenziali e per l'acquisto di elettrodomestici ecologici e infine per riservare la somma di 40 milioni di euro del previsto Fondo per la crescita sostenibile a progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per il rilancio della competitività di questo settore.

Infine con un altro emendamento ho proposto - ancora una volta purtroppo inascoltata, sia dal Governo che dalla dirigenza del Gruppo del Pd - di estendere la detrazione per spese di ristrutturazione edilizia agli Enti di Edilizia Residenziale pubblica.


pubblicata il 03 agosto 2012

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